di Michele Vidone
Tre persone sono state arrestate il 29 settembre dalla Guardia di Finanza di Napoli e Roma mentre, secondo l’ipotesi investigativa, erano impegnate nella falsificazione di banconote attraverso le tecniche riconducibili al cosiddetto “Napoli Group”. L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli, ha permesso di individuare due distinti siti operativi: una tipografia nei pressi dell’aeroporto di Capodichino, dove le banconote sarebbero state inizialmente prodotte, e un laboratorio nel quartiere Chiaia, destinato alle successive operazioni di rifinitura. Nel laboratorio sono state sequestrate oltre 12mila banconote contraffatte da 20 e 50 euro, per un valore nominale complessivo di circa 400mila euro, che secondo gli investigatori sarebbero state pronte per essere messe in circolazione.
Durante la perquisizione sono stati inoltre sequestrati macchinari professionali, tra cui stampanti digitali, plastificatrice, taglierina e stampante per etichette, oltre a computer, telefoni e altro materiale utilizzato per riprodurre elementi di sicurezza delle banconote. Rinvenuti anche centinaia di fogli con imitazioni di filigrane, supporti adesivi, strisce olografiche contraffatte e rotoli di foil. Gli investigatori hanno trovato anche materiale che potrebbe essere stato destinato alla falsificazione di documenti d’identità, comprese riproduzioni di copertine di passaporti italiani e ologrammi delle carte d’identità elettroniche. I tre arrestati, già gravati da precedenti specifici, sono stati condotti nel carcere di Poggioreale; il gip del Tribunale di Napoli ha successivamente convalidato gli arresti.
