Il volto sorridente di Giancarlo Siani sulle scale a lui dedicate, lì dove, 41 anni fa, fu ucciso dalla camorra. Sulla scalinata che oggi porta il suo nome, tra il quartiere Vomero e l’Arenella, nella zona collinare di Napoli. L’opera d’arte «Sine die», progetto promosso dal Comune e realizzato da Mauro Maurizio Palumbo, artista e docente Accademia di Belle Arti di Napoli, si svilupperà lungo tutti i gradini. Ogni sagoma sarà corredata da alcune date significative. Oggi il primo volto.
«Oggi noi contiamo 110 luoghi in cui si ricorda Giancarlo in Italia e questo è uno di quelli – ha detto il fratello, Paolo Siani – forse è stato fatto con qualche anno di ritardo, 19 anni dopo, forse andava fatto prima. La mia la richiesta è che si continui a seminare Giancarlo in tutti i luoghi dove c’è cultura, dove ci sono ragazzi perché è un esempio che si percepisce vivo. La sua memoria non è solo celebrazione, ma dura negli anni e darà frutti certamente». E tanti sono stati i ragazzi presenti oggi alla cerimonia nel corso della quale è stata deposta una corona da parte delle istituzioni. «Giancarlo è memoria etica e sociale – ha detto l’assessore comunale alla Sicurezza, Antonio De Iesu – in quegli anni la criminalità era pervasiva e lui, giovane giornalista, in nome della sua professionalità da solo girava e faceva giornalismo d’inchiesta. Era consapevole dei rischi e nonostante tutto è andato avanti e questo è un messaggio per giovani».
Le date segnate sulla prima sagoma ricordano la nascita di Giancarlo, la sua morte e la data del 40esimo anniversario dalla sua uccisione. Alla cerimonia, tra gli altri, hanno partecipato rappresentanti della Fondazione Polis e di Libera, delle forze dell’ordine, e il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha sottolineato come «la morte di Giancarlo è stata un dolore inestinguibile. Da allora tanti passi sono stati fatti nel suo nome. Siani è stata la verità, bisogna sempre impegnarsi affinché il suo sangue possa irrorare la comunità e le istituzioni sono chiamate ad essere sempre faro dell’impegno di Siani».
«Giancarlo Siani vive in modo profondo nel ricordo mio, delle istituzioni, della città di Napoli e non solo. È un ricordo molto forte perché è un ricordo attivo che diventa azione anche grazie alla famiglia», ha detto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, intervenuto alla cerimonia. «Oggi Siani è un patrimonio collettivo – ha aggiunto – esempio di etica, di forza, di voglia di lavorare e di raccontare la verità senza guardare in faccia a nessuno e quindi noi lo dobbiamo far vivere in tutte le piazze, le strade e le scuole del nostro Paese e quello che noi possiamo fare non è solo alimentare fortemente il suo ricordo, ma essere esempio di istituzioni etiche, contro l’illegalità e la camorra».

