L’arte diventa uno strumento per parlare di salute, abbattere il muro del silenzio e invitare il pubblico a guardare oltre ciò che normalmente resta nascosto, attraverso un progetto che mette al centro non soltanto la condizione di chi vive con una stomia o con problemi di incontinenza, ma soprattutto la persona, la sua quotidianità e il diritto a non essere definita dalla propria condizione. È questo il senso di “Oltre il punto di vista”, il progetto espositivo promosso dalla FAIS – Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati, realizzato insieme all’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “G. Pascale” e ospitato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli fino al 19 ottobre 2026.
L’iniziativa porta negli spazi del MANN un’inedita operazione di sensibilizzazione che coinvolge sei celebri capolavori della statuaria classica della Collezione Farnese: l’Ercole Farnese, la Venere Callipigia, i Tirannicidi, l’Apollo Citaredo, i Corridori e il Satiro Ebbro. Le sculture, simboli della bellezza e dell’armonia del mondo classico, diventano così il punto di partenza per una riflessione su una realtà che riguarda una parte significativa della popolazione, ma che ancora oggi viene spesso vissuta nel silenzio, tra imbarazzo, vergogna e pregiudizi.
Il dispositivo espositivo è semplice quanto immediato: sui corpi delle statue vengono rappresentati i presidi medici utilizzati dalle persone stomizzate e incontinenti attraverso pannelli trasparenti in plexiglass sui quali sono riprodotte immagini ad alta definizione, calibrate prospetticamente in modo da sovrapporsi alle opere. Il risultato cambia a seconda della posizione del visitatore, che è invitato a compiere pochi passi per osservare la scultura prima nella sua dimensione tradizionale e poi cogliere la presenza del presidio medico, trasformando così il proprio sguardo e sperimentando concretamente il significato del titolo della campagna, “Oltre il punto di vista”.
L’obiettivo è rendere visibile una condizione che, pur interessando oltre il 10% della popolazione italiana, continua a essere accompagnata da un forte stigma sociale e da una scarsa conoscenza, mostrando come la presenza di un presidio medico non possa cancellare né modificare il valore della persona che lo utilizza. L’accostamento con alcune delle opere più celebri dell’antichità classica diventa quindi un modo per mettere in discussione l’idea stessa di bellezza e perfezione, suggerendo che la dignità e il valore di un individuo non dipendono dall’aspetto del corpo né dalle condizioni di salute.
“Abbiamo bisogno di cambiare il modo in cui guardiamo all’incontinenza e alla stomia”, sottolinea Pier Raffaele Spena, presidente della FAIS, spiegando la filosofia alla base dell’iniziativa, che attraverso il progetto “Siamo un’opera d’arte” punta a portare il tema della stomia e dell’incontinenza all’interno di un luogo simbolo della cultura e della bellezza, con l’intento di rompere il silenzio e contribuire a superare i pregiudizi ancora presenti nella società.
Un messaggio condiviso anche dall’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “G. Pascale”, che ha partecipato alla realizzazione del progetto. Per il direttore scientifico Alfredo Budillon, infatti, il valore dell’iniziativa risiede soprattutto nella capacità di mettere in relazione arte, salute e dimensione umana, ricordando come la responsabilità di un istituto oncologico non riguardi soltanto la cura della malattia, ma anche la costruzione di una cultura della salute capace di accompagnare le persone durante il percorso terapeutico e nella vita di ogni giorno.
La scelta del Museo Archeologico Nazionale di Napoli assume, in questo contesto, un significato particolarmente forte, perché consente di instaurare un confronto diretto tra la rappresentazione idealizzata del corpo nella statuaria antica e la realtà concreta dei corpi contemporanei, con le loro fragilità, le trasformazioni e le esperienze personali. “Abbiamo creduto nel progetto ‘Siamo un’opera d’arte’”, spiega il direttore generale del MANN Francesco Sirano, sottolineando la volontà di stimolare una riflessione sulla possibilità che concetti come bellezza, armonia, proporzione ed espressione possano essere considerati separati dalla realtà delle persone stomizzate e incontinenti.
Inaugurata alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, professionisti sanitari, associazioni di pazienti, media e stakeholder, l’esposizione sarà visitabile fino al 19 ottobre 2026 negli spazi della Sala Collezione Farnese e della Sala della Meridiana del MANN, dalle 9 alle 19.30, con accesso attraverso il normale biglietto del museo. Un percorso nel quale l’arte non viene utilizzata soltanto come sfondo, ma diventa parte integrante di un messaggio di sensibilizzazione che invita il visitatore a modificare concretamente il proprio punto di osservazione, perché a volte è sufficiente cambiare prospettiva per vedere, finalmente, ciò che prima rimaneva invisibile.
