di Michele Vidone 

Un patrimonio del valore di circa 220 milioni di euro è stato sequestrato a un imprenditore campano attivo nei settori edilizio e immobiliare, ritenuto dagli inquirenti in affari con esponenti della criminalità organizzata, e ai suoi familiari. Il provvedimento è stato disposto dalla Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione del Tribunale di Napoli, su proposta della Direzione distrettuale antimafia, ed è stato eseguito dai Nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e Bologna e dallo Scico. Il sequestro comprende partecipazioni in tre società operanti nei settori immobiliare e sanitario, 394 immobili tra le province di Napoli e Roma, 12 beni mobili registrati e 28 rapporti finanziari, inclusi conti bancari, strumenti finanziari e prodotti assicurativi.

 

Le indagini avrebbero ricostruito rapporti d’affari tra l’imprenditore e persone ritenute legate alla camorra, facendo emergere anche una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio riconducibile a lui e alla sua famiglia. Un contributo alle verifiche sarebbe arrivato dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che hanno riferito di presunti legami con la criminalità organizzata nell’ambito di operazioni immobiliari, tra cui la realizzazione del complesso residenziale “Parco Primavera” a Melito di Napoli, parzialmente interessato dal provvedimento. Gli accertamenti patrimoniali hanno inoltre evidenziato, per il periodo compreso tra il 1999 e il 2016, una discrepanza tra i redditi dichiarati e le disponibilità economiche e immobiliari riconducibili all’imprenditore in Campania e nel Lazio.

 

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