Dopo il trasferimento della proprietà ai figli, Gianluigi Aponte resterà presidente esecutivo. Tra i progetti la concentrazione dei terminal croceristici come già fatto per i container. E il sogno di una compagnia aerea
«La nostra compagnia, costruita su una tradizione marittima e sulla passione per il mare, consegna da 50 anni alle persone beni essenziali come medicine, cibo, prodotti freschi, vestiti e giocattoli». Così nel 2020, all’apice della pandemia, Diego Aponte descriveva la missione di Msc di «collegare oceani, strade e ferrovie del mondo». A lui e alla sorella Alexa il padre Gianluigi Aponte ha da poco trasferito la proprietà del gruppo con sede in Svizzera che, proprio a partire dall’emergenza sanitaria, ha avviato un’imponente campagna di acquisizioni: terminal logistici, rimorchiatori portuali, treni ad alta velocità, petroliere, ospedali…
I numeri di Msc
Oggi Msc è una delle aziende più indispensabili per il funzionamento dell’economia mondiale con una flotta di 1000 navi, 3oo rotte, oltre 200 mila dipendenti. E, forse per lo stesso motivo, Mediterranean Shipping Company (la Compagnia di Navigazione Mediterranea) è anche una delle più riservate tanto che in 56 anni di storia non ha mai pubblicato un bilancio. Gli unici dati ufficiosi – mai confermati né smentiti dal gruppo – risalgono al 2022, all’epoca dell’acquisizione del 49% di Italo per oltre 1,6 miliardi: quell’anno Msc avrebbe registrato 86 miliardi di ricavi, 43 miliardi di margine operativo e 36,2 miliardi di utile. Ma da allora il giro d’affari è sicuramente lievitato, e significativamente, se non altro per via delle tante e rilevanti acquisizioni. Il patrimonio di Aponte è stimato da Bloomberg in 37 miliardi, somma che ne fa l’uomo più ricco di Svizzera e il 58° al mondo.
Le origini dell’impero
Altrettanto schivi sono i neo-proprietari di Msc, Diego e Alexa, entrambi cittadini italiani ma residenti in Svizzera: poche interviste (nulle nel caso di Alexa), rarissime foto, minime informazioni biografiche, nessun investimento personale noto. D’altronde, raccontano, la dedizione di Diego e Alexa all’azienda è totale così come quella del padre, il comandante Gianluigi. Come presidente esecutivo, a 85 anni, guida e continuerà a timonare le strategie del colosso dei mari che ha costruito partendo da Sorrento con una vecchia nave da carico tedesca e con il mito del conterraneo armatore Achille Lauro.
Chi è Diego Aponte
Laureato in Studi marittimi, 50 anni, Diego Aponte è sposato con Elâ Aponte-Soyuer, figlia dell’imprenditore dei porti turco Ahmet Soyuer, e ha tre figli: Asia, Oscar e Maya. Entrato in Msc nel 1997, si è fatto le ossa come ingegnere a bordo delle navi e poi ha via via aumentato le sue responsabilità sino a diventare presidente del gruppo, ruolo che, per esempio, lo ha portato a fine 2025 in udienza da Donald Trump per discutere dei dazi imposti dal presidente Usa alla Svizzera.
Il risiko dei porti
A Diego si deve l’intuizione di integrare il servizio di trasporto in mare e di scarico dei container nei porti che ha portato nel 2000 alla fondazione di Terminal Investment Limited. Oggi la società, controllata al 70% da Msc e partecipata dal fondo americano Blackrock e dal fondo sovrano di Singapore Gic, ha un portafoglio di oltre 70 porti che potrebbe presto arricchirsi di altri 41 scali. Da qualche mese, infatti, Msc in consorzio sempre con Blackrock e Gic sta – non senza fatica – lavorando all’acquisizione della cinese Ck Hutchison Port Holdings per oltre 20 miliardi di dollari. Si tratterebbe della maggiore operazione per valore nella storia di Msc, a riprova della solidità delle finanze del gruppo.
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Chi è Alexa Aponte Vago
Della loro cura, nonché delle relazioni con i grandi investitori, si occupa ormai da diversi anni Alexa, direttrice finanziaria del gruppo. Alexa è la primogenita di Gianluigi Aponte e della moglie Rafaela Diamante, figlia di un banchiere svizzero che il comandante ha incontrato negli anni ‘60, mentre era di servizio su un traghetto fra Capri e Ischia. Classe 1972, Alexa è sposata con Pierfrancesco Vago, presidente di Msc Crociere, e la coppia ha due figli: Oliver e Zoe. Le informazioni su di lei sono molto scarne. Oltre al ruolo di cfo, Alexa siede nel consiglio di amministrazione del gruppo sanitario Mediclinic, di cui Msc ha rilevato il 50% per 2,2 miliardi nel 2023 , affiancandosi alla holding sudafricana Remgro. Mediclinic ha attività in Svizzera, Sudafrica, Medio Oriente e realizza un giro d’affari di circa 4,5 miliardi.
Il legame con Rolex
Di recente, poi, Alexa è entrata nel consiglio di amministrazione di Rolex, cementando le relazioni della famiglia con il gotha dell’imprenditoria svizzera. Per il resto, come il fratello Diego, Alexa si dedica anima e corpo a Msc. «Trasferire la proprietà ai miei figli non è solo il riconoscimento della loro dedizione e dei loro successi — ha sottolineato non a caso Gianluigi Aponte nell’annunciare il riassetto azionario, volto a preparare per tempo la successione — ma anche la continuazione della tradizione marittima secolare della nostra famiglia». Quasi a voler rimarcare che Msc resterà un affare della famiglia Aponte, poi, il comandante si è detto «certo che, con Diego e Alexa al timone, il nostro gruppo continuerà a prosperare e onorare la nostra eredità fatta di innovazione, resilienza e impegno costante verso il mare».
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I progetti all’orizzonte
Quali i prossimi orizzonti per Msc? L’azienda sta lavorando alla creazione di una nuova società per raggruppare i terminal crocieristici di proprietà e in compartecipazione, sul modello di quanto fatto per i container con la holding Terminal Investment Limited. «Noi non ci fermiamo», ha detto Diego Aponte in una recente intervista al sito specializzato Shipmag. «Abbiamo scelto di operare nel vasto settore dei trasporti, senza diversificazioni velleitarie — Puntiamo su tutto quello che può essere sinergico con le nostre attività. In questo senso l’espansione continua, pronti a cogliere le opportunità che si presenteranno». E chissà che, dopo l’affare sfumato per Ita, Msc non trovi un’altra compagnia aerea di trasporto passeggeri in cui investire, arrivando così a collegare oceani, ferrovie, strade e cieli.

