di Michele Vidone 

Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, intervenendo al «Casa Corriere Festival» a Palazzo Reale, ha dichiarato che, se potesse assumere un incarico di governo, il suo primo provvedimento sarebbe l’abrogazione del 95% delle riforme approvate dagli ultimi due esecutivi, quello guidato da Mario Draghi e quello attuale. Sollecitato dall’editorialista del Corriere della Sera Enzo d’Errico sull’ipotesi di una sua nomina a ministro della Giustizia in caso di vittoria del centrosinistra, Gratteri ha preferito non rispondere direttamente, spiegando che le persone si rivolgono a lui quando ritengono che possa essere utile.

 

Nel corso dell’incontro, il magistrato ha parlato anche della criminalità organizzata in Campania, sottolineando di aver compreso meglio la realtà della camorra soltanto dopo il suo arrivo a Napoli, nonostante gli studi e le letture precedenti. A suo giudizio, le organizzazioni camorristiche più importanti sono particolarmente avanzate nel settore imprenditoriale e nell’utilizzo delle tecnologie, anche in relazione al dark web, ambiti nei quali le ritiene più evolute rispetto alla ’ndrangheta. Gratteri ha inoltre rivendicato il contributo del lavoro svolto dalla Procura per rendere il territorio più vivibile.

 

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