di Michele Vidone
Carlo Calenda ha ribadito la linea centrista di Azione in vista delle elezioni politiche del 2027, sostenendo che il partito non entrerà né nel centrodestra né nel centrosinistra. Secondo il leader di Azione, i due schieramenti rischiano di trasformarsi in “accozzaglie” più che in vere coalizioni.
Calenda ritiene che esista almeno un 8% di elettori che non si riconosce nelle “forze estreme” e che potrebbe scegliere un’area moderata ed europeista. Ha inoltre sostenuto che un’alleanza stabile tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle potrebbe allontanare parte dell’elettorato grillino, favorendo l’astensione o altri partiti.
Nel centrodestra, invece, ha indicato Roberto Vannacci come figura in crescita, capace di attrarre consenso populista soprattutto a discapito della Lega di Matteo Salvini.
L’obiettivo dichiarato di Azione è costruire un “centro moderato fortemente europeista” capace di superare quello che Calenda definisce “bipopulismo”. Ha anche accusato Matteo Renzi di voler indebolire Elly Schlein nel Pd per favorire Giuseppe Conte.
