di Michele Vidone 

Durante l’assemblea di Manageritalia Campania, tenuta a Napoli, è emersa la necessità di un nuovo patto tra manager, imprenditori e istituzioni per rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale, ancora caratterizzato da una forte presenza di microimprese e da una scarsa managerializzazione.

Secondo i dati presentati, il 95,2% delle imprese campane è composto da microaziende, mentre le grandi imprese rappresentano appena lo 0,1%. In Campania operano 2.687 dirigenti, con una crescita contenuta rispetto al livello nazionale, e solo il 30% delle Pmi italiane utilizza manager esterni alla famiglia, contro percentuali molto più alte in Paesi come Germania, Francia e Spagna.

Manageritalia ha evidenziato come questa struttura renda più difficile affrontare sfide come la transizione digitale ed energetica e riduca la capacità di innovazione e competitività delle imprese. È stato inoltre sottolineato che le aziende medio-grandi italiane mostrano livelli di produttività comparabili o superiori alla media europea, mentre il divario aumenta nelle piccole e microimprese.

Il presidente di Manageritalia Campania, Ciro Turiello, ha proposto un “patto sulle competenze” per sostenere la crescita delle imprese e favorire modelli organizzativi più moderni. Al confronto hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni regionali e del mondo industriale, affrontando temi come economia circolare, formazione e ruolo strategico dei manager nello sviluppo del territorio.

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