di Michele Vidone
Nel corso della Direzione nazionale del Partito Democratico e della Festa dell’Unità di Roma, la segretaria del Pd Elly Schlein ha sostenuto che una parte dell’establishment sarebbe ostile all’idea di una leadership progressista a Palazzo Chigi. Ha inoltre affermato di essere spesso oggetto di attacchi anche per ragioni legate alla sua identità personale, citando il fatto di essere una donna, di avere una relazione con un’altra donna e di avere quarant’anni.
Schlein ha dichiarato che, a suo giudizio, la destra considera il centrosinistra sempre più competitivo e che per questo motivo starebbe assumendo atteggiamenti più aggressivi, anche attraverso il tentativo di modificare la legge elettorale. Ha invitato le opposizioni a fare fronte comune contro quelle che definisce forzature istituzionali.
La leader democratica ha indicato come obiettivo dei prossimi mesi la costruzione di un’alternativa di governo insieme alle altre forze progressiste, attraverso la definizione di un programma condiviso che riporti al centro del dibattito politico le condizioni di vita delle persone.
Sulla stessa linea è intervenuto il deputato Pd Piero De Luca, secondo il quale il governo sarebbe distante dai problemi concreti del Paese, come salari, sanità, scuola e crescita economica. De Luca ha rivendicato il ruolo del Partito Democratico come principale forza dell’opposizione e come perno della futura coalizione di centrosinistra.
Il parlamentare ha affermato che il Pd deve guidare la costruzione di un’alternativa credibile fondata sui valori costituzionali e su un programma incentrato sul rafforzamento della sanità pubblica, degli investimenti in scuola e università, sul sostegno ai salari, al lavoro di qualità, ai giovani, alle imprese e alla sicurezza delle famiglie. Ha definito questo progetto un possibile “Next Generation Italy”, presentandolo come una risposta alla politica della destra basata, a suo avviso, su divisioni e paure.
