Ballando con le Stelle non è solo il titolo di un programma televisivo di successo: un dance show in cui delle guest star, in coppia con maestri di indubbia fama, si sfidano in gare di ballo. Il “Karate Summer Camp”, organizzato dallo CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), e con il patrocinio della FIJLKAM, potrebbe avere delle assonanze, perché anche alla Polisportiva Capasso c’è stata la partecipazione straordinaria di ospiti d’onore – Tecnici e Atleti – di grande popolarità. Infatti, grazie alla sagacia organizzativa del padrone di casa, il Maestro Nicola Capasso, sul tappeto si sono alternati per un lungo week-end di karate, due figure di indiscutibile spessore nel panorama WKF: Joseph Mizzi e Matteo Avanzini.

Malta realtà emergente

Mizzi è l’allenatore della nazionale di Malta di kumite (combattimento a contatto controllato, n.d.a.). A suo modo, un pioniere, visto che ha contribuito con perseveranza, assieme a Josef Antonelli e Vella per il kata, alla crescita strutturale del karate sull’isola del Mediterraneo, fino a trasformarla da “Cenerentola”, a presenza costante alle principali gare internazionali. Un numero su tutti ne testimonia la crescente competitività. Ai recenti Campionati Europei riservati alle categorie Junior, Cadetti e Under21, svoltisi a Limassol (Cipro), gli atleti maltesi si sono confrontati con il più alto livello di karate giovanile in ambito continentale: 1.225 partecipanti provenienti da 40 paesi. Incoraggianti, le loro prestazioni, con un 5° posto e diversi 7° posti. Segno che attraverso applicazione maniacale e feroce determinazione si comincia a limare la distanza rispetto a realtà superiori per praticanti e tradizione. Ancora nessun podio, quindi, ma questi risultati riflettono una chiara traiettoria ascendente.

Accompagnato da una corposa delegazione di agonisti, Mizzi ha acceso i riflettori in primis sull’attivazione dinamica integrata. Quindi, è passato ai prerequisiti propedeutici alle tecniche di gambe e braccia. Infine, il sunto di un lavoro intenso, funzionale a stimolare una specifica attenzione sulle interazioni oppositive.

Avanzini emozionante, con pensieri e gesti tecnici

Ineluttabile che successivamente i riflettori si accendessero su Avanzini. In un caleidoscopio di emozioni, il “peso massimo” delle Fiamme Gialle ha aggiunto al lavoro tecnico in entrambe le fasi – con combinazioni di pugni o calci in attacco, e difesa attiva delle aree bersaglio, frutto di spostamenti attivi, associati a schivate e parate -, una serie di concetti tattici importanti. Utili a costringere l’avversario a girare a vuoto sul tatami, snaturandosi, a caccia della distanza giusta per entrare nella guardia altrui.

La sessione finale dell’allenamento condotto da Matteo ha avuto poi un piacevole “strascico”, che forse nemmeno il Campione del Mondo si sarebbe immaginato. Ma in ogni caso, pare averlo intrigato non poco. Visto che si è prestato al Question Time preteso a viva voce dai giovani discenti, ansiosi di porre le più svariate domande al loro beniamino. Il +84 kg del G.S. Guardia di Finanza e dell’Italia non s’è sottratto, mettendosi a nudo, come Uomo (doverosamente con la maiuscola…) prim’ancora che in veste di “fenomeno” del tatami. Raccogliendo questa sfida inconsueta, dunque maggiormente affascinante, con la medesima attenzione che avrebbe destinato a una finale di pool. Reiterando così la Grande Bellezza di uno stage che ha regalato un mucchio di momenti costruttivi. Perché Avanzini oggi rappresenta il meglio che c’è sul piano agonistico. Al contempo, simboleggia la pulizia di un ragazzo “normale”, con l’atteggiamento propositivo di chi, non tanti anni fa, andava agli stage avendo lo stesso entusiasmo di apprendere che in questi giorni hanno avuto tutti i partecipanti al Camp. Del resto, il karate è emozione, non soltanto eleganza.

Piralli in rappresentanza dello CSEN

A certificare quei meravigliosi incroci che può regalare la fattiva collaborazione tra la Federazione e il principale Ente di Promozione Sportiva (lo CSEN è il più grande, in Italia, per numero di tesserati e associazioni affiliate), la presenza di Delia Piralli. In qualità di VicePresidente Nazionale CSEN, nonché membro della Direzione Nazionale, ha sottolineato il proficuo lavoro compiuto per promuove il karate in tutte le sue sfaccettature: sociali, culturali e formative. D’altronde, se lo scopo è contribuire al più largo sviluppo della pratica, creando le condizioni ottimali per favorirne la divulgazione agonistica, ma pure sotto forma ludica, cioè con finalità connesse allo sport, alla salute e all’educazione fisica, allora eventi come il “Karate Summer Camp” sono imprescindibili. E costituiscono l’ideale prosecuzione di un altro appuntamento calendarizzato dallo CSEN.

Effettivamente, in una sorta di tour, l’instancabile Delia è arrivata a San Cipriano di Aversa direttamente dall’Umbria, dove la scorsa settimana ha avuto luogo il “National Campo”, nella splendida cornice di Cascia. Un’altra esperienza incredibile di crescita personale e sportiva, promossa dal Maestro Enrico Tempesta. Anche lì ospiti di altissimo spessore tecnico: lo stesso Avanzini, il marocchino Sayd Oubaya, fresco vincitore del “Grand Winner” della Premier League, nei 67 kg. Oltre a Denys Morozov, coach di campionesse del calibro di Anželika Terljuha e Irina Zaretska.

Oggi e domani programmando con ordine

A proposito di esperienze che restano. L’energia prodotta da quattro giorni ininterrotti di allenamenti da parte di ragazzi, ragazze e tecnici (presenti, tra gli altri, dal Lazio, Aldo Di Loreto e il team Grassucci, nonché alcuni tra i principali “emergenti” della Campania: Michele Gilardi, Antonio Lo Tufo, Elena Ernano, Luigi Codella, Alessandro Brescianini), ha trovano la sua naturale valvola di sfogo in una gara finale, dove con una formula inedita si sono formate delle squadre composte da cinque elementi, accorpati non per appartenenza societaria o nazionalità. Bensì suddivisi proprio per favorire lo scambio e la connessione tra profili provenienti da realtà assai diverse tra loro. Così, invece, di seguire i propri allievi, i coach presenti si sono prodigati per guidare atleti di altri. Nell’ottica di sviluppare un concetto fondamentale: aggregare in nome del karate.

In definitiva, possiamo dire che il “Karate Summer Camp” sarà ricordato non solamente per la brillantezza dei concetti tecnico-tattici veicolati durante le lezioni. Ma anche per la perfetta organizzazione, dalla logistica all’hospitality. Vincendo idealmente per distacco, considerando il numero dei partecipanti, la comparazione con eventi simili. Una sorta di prova generale per il prossimo appuntamento, calendarizzato per 17 e 18 ottobre: il “Memorial” intitolato ai Maestri Domenico Maurino e Ubaldo Capasso.

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