di Michele Vidone
Ospite del Giffoni Film Festival, il compositore e pianista Giovanni Allevi ha condiviso un intenso racconto del suo percorso di malattia, dalla diagnosi di mieloma multiplo alla degenza in ospedale. Ha spiegato che, nei momenti più difficili, si è chiesto chi fosse davvero, arrivando alla convinzione che il dolore non definisce l’identità di una persona: «La sofferenza è la nuvola, ma io sono il cielo».
Allevi ha raccontato di aver trasformato la sofferenza in musica con il concerto per violoncello e orchestra MM22, composto dopo la diagnosi ricevuta nel 2022.
Rispondendo alle domande dei giovani presenti, ha invitato a non temere la fragilità, definendola una caratteristica essenziale dell’essere umano e una fonte di crescita. «Viviamo in un mondo che non ci vuole fragili, ma la fragilità è un valore», ha affermato, aggiungendo che l’arte nasce proprio dal tentativo di trasformare il dolore in luce.
L’incontro si è concluso con un messaggio di speranza e gratitudine: Allevi ha detto di voler celebrare «la sacralità e la bellezza della vita» ed è stato salutato da una lunga standing ovation dei ragazzi presenti.
