Personalmente, mi ripeto, non considero Pirlo il miglior candidato possibile come cittì della nazionale. Francamente però ho trovato sconvolgente il caos che si è fatto intorno al suo nome. La storia della sponsorizzazione con una società russa di scommesse la trovo paradossale. Pirlo per tutta evidenza poteva firmare quell’accordo, quindi non vedo la necessità di fare questo casino. In Italia fino a prova contraria non c’è l’obbligo di seguire certe valutazioni di carattere politico, quindi ognuno è padrone di fare le proprie scelte, sempre nel rispetto della legge.

Ieri invece soprattutto i politici, che sono coloro che possono cambiare le leggi, hanno iniziato a sproloquiare. La nostra sensazione è che hanno fatto tutto ciò perché sicuri di acquisire il consenso dei tifosi, che poi sono anche elettori, che non volevano Pirlo. Si fa fatica a pensare che davvero fossero così tanto interessati alle scelte di Pirlo in materia di sponsorizzazione, e tutto sommato a loro neanche importava più di tanto il fatto che l’ex campione del mondo fosse o meno capace come cittì.

Adesso, a meno di fatti nuovi, Maldini e Leonardo si dimetteranno, e Malagò sarà costretto a fare nuove scelte. A me personalmente non piace Pirlo come allenatore, anche se fare il cittì è cosa diversa. Ma capisco il perché della sua scelta. C’è un sistema calcio da cambiare. Conte o Mancini non sarebbero interessati a farlo, ci sta che Maldini abbia deciso di scegliere Pirlo, sicuramente più accondiscendente degli altri due allenatori. Quanto ad Ancelotti e Guardiola sono stati fatti i loro nomi nelle certezza che non avrebbero accettato.

Adesso però come la mettiamo nome? Vedremo nelle prossime ore. Malagò dovrà trovare chi mettere al posto di Maldini. Magari Baggio e Totti. Ma dovrà essere lui ad indicare il nuovo cittì. Non crediamo possa essere Mancini, piuttosto Baldini,  attuale tecnico dell’Under 21. Vediamo cosa accadrà.

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