di Michele Vidone 

La Regione Campania punta sull’occupazione giovanile con un nuovo piano di strumenti finanziari approvato per favorire formazione, inserimento lavorativo e nascita di nuove attività. Il programma si articola in due interventi distinti per un investimento complessivo di 70 milioni di euro.

Il primo, dotato di 55 milioni di euro, è rivolto ai giovani laureati residenti o domiciliati in Campania e prevede prestiti a tasso zero per sostenere percorsi di alta formazione post-laurea, master e corsi specialistici anche fuori regione o all’estero, purché collegati alle esigenze del sistema produttivo campano. Le risorse potranno coprire non solo le tasse di iscrizione, ma anche spese per alloggio, mobilità e materiali didattici. Previsti inoltre incentivi per le aziende che assumeranno i giovani formati, con l’obiettivo di trattenere sul territorio competenze e professionalità.

Il secondo intervento, finanziato con 15 milioni di euro, riguarda invece l’autoimpiego e la microimprenditorialità. Attraverso piccoli prestiti agevolati, accompagnati da tutoraggio, orientamento ed educazione finanziaria, la misura punta ad aiutare disoccupati, inattivi e persone con difficoltà di accesso al credito ad avviare attività autonome e progetti imprenditoriali.

Il presidente della Regione Roberto Fico ha spiegato che l’obiettivo è creare un percorso virtuoso tra formazione e lavoro, favorendo sia la permanenza dei giovani in Campania sia il rientro di chi ha maturato esperienze altrove. L’assessora al Lavoro e alla Formazione Angelica Saggese ha sottolineato che le due misure rappresentano una strategia unica di investimento sulle persone, combinando crescita delle competenze e sostegno all’iniziativa economica.

Sul fronte sanitario e sociale, il Consiglio regionale della Campania ha inoltre istituito l’intergruppo consiliare “Vivere con l’Endometriosi – Ricerca, innovazione e tutela dei diritti delle donne affette da malattie croniche invisibili”, promosso dalla consigliera regionale di Fratelli d’Italia Ira Fele.

L’organismo nasce con l’obiettivo di creare un confronto permanente tra istituzioni, associazioni di pazienti, medici e ricercatori per migliorare prevenzione, diagnosi e percorsi di cura dedicati alle donne affette da endometriosi. La consigliera, che ha raccontato la propria esperienza personale con una forma grave della patologia, ha evidenziato la necessità di aggiornare e rafforzare gli strumenti già previsti dalla normativa regionale del 2020.

L’iniziativa punta a trasformare l’ascolto delle pazienti in proposte concrete, sostenendo la ricerca scientifica e garantendo maggiore attenzione a una malattia cronica spesso sottovalutata ma capace di incidere profondamente sulla salute, sulla fertilità e sulla qualità della vita delle donne.

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