di Michele Vidone 

Parte il grande piano di riqualificazione del fiume Sarno. È stata pubblicata la gara per l’Accordo Quadro quadriennale del “Programma Strategico di Riqualificazione Ambientale e Contrasto al Rischio Idraulico del Bacino del Fiume Sarno”, un intervento da 406,9 milioni di euro finanziato nell’ambito del programma Coesione Italia 21-27 Campania con fondi europei.

L’obiettivo è duplice: ridurre il rischio di alluvioni e restituire qualità ambientale a uno dei bacini più complessi della Campania. Il programma prevede il potenziamento delle opere idrauliche, la riqualificazione degli alvei, il recupero delle aree degradate e interventi di tutela ambientale.

La gara è suddivisa in sette lotti territoriali e prestazionali e sarà aggiudicata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Entro il 2032 gli interventi consentiranno di aumentare di oltre 5 milioni di metri cubi la capacità di invaso e laminazione delle piene, garantendo una maggiore sicurezza per i centri abitati attraversati dal sistema fluviale.

Le opere interesseranno un territorio molto ampio, dal Napoletano al Salernitano e all’area irpina, coinvolgendo decine di comuni.

Nel primo ambito, dedicato al fiume Sarno e ai suoi affluenti, sono previsti interventi nei territori di San Marzano sul Sarno, Angri, Scafati, Pompei, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Nocera Inferiore e altri comuni. Tra le opere figurano il ripristino della funzionalità del Rio Sguazzatorio e del Canale Marna, la sistemazione dell’alveo del Sarno, l’adeguamento dei tratti più critici e l’ampliamento della Vasca Cicalesi.

Il secondo ambito riguarda i corsi d’acqua Solofrana e Calvagnola, con interventi nei territori di Solofra, Montoro, Fisciano, Mercato San Severino, Sarno e Cava de’ Tirreni. Sono previste opere di adeguamento idraulico e la realizzazione o il potenziamento di numerose vasche di laminazione.

Un ulteriore fronte riguarda l’area vesuviana, dove saranno realizzate nuove vasche di laminazione e interventi sui canali e sui collettori fognari nei comuni di Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Poggiomarino, Boscoreale, Boscotrecase, Striano, Pompei, Scafati e Torre Annunziata.

Il piano punta anche alla sostenibilità: tutti gli interventi dovranno rispettare il principio europeo “Do No Significant Harm”, evitando impatti negativi sull’ambiente, e dovranno garantire la resilienza delle opere ai cambiamenti climatici. Le terre da scavo e i materiali derivanti dai dragaggi saranno destinati a impianti specializzati per il trattamento e il recupero.

Il calendario prevede la scadenza per la presentazione delle offerte il 25 settembre 2026, l’aggiudicazione entro novembre e la firma dell’Accordo Quadro entro dicembre.

«Con questa gara diamo il via a una grande operazione di rigenerazione ambientale e infrastrutturale – ha dichiarato il vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo –. Oltre al lavoro svolto per il disinquinamento del fiume, aggiungiamo più di 400 milioni di euro per restituire dignità al bacino del Sarno, tutelare l’ambiente e migliorare la qualità della vita dei cittadini».

L’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro ha sottolineato che il recupero del Sarno rappresenta «un investimento strategico per la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza del territorio», con l’impegno della Regione a garantire controlli e monitoraggio sulla sostenibilità delle opere.

Dopo decenni di emergenze ambientali e idrauliche, il Sarno entra così in una nuova fase: quella della messa in sicurezza e della trasformazione di un territorio fragile in un’area più resiliente e vivibile.

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