di Michele Vidone 

«La parola femminicidio è quella più cercata sulla Treccani dall’inizio dell’anno: significa che non possiamo più permetterci di considerarla soltanto una parola della cronaca». A dirlo è la sindaca di Ercolano, Antonietta Garzia, che richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare la violenza contro le donne non soltanto attraverso la repressione, ma con un intervento più ampio e strutturale.

«Dietro questa parola ci sono donne, famiglie, comunità», sottolinea la prima cittadina, ricordando come anche in questi giorni siano tornati alla ribalta i nomi di Ornella, Tania e di altre donne vittime di violenza. «Storie diverse, ma unite da una violenza che continua a ripetersi».

Per Garzia, il contrasto alla violenza di genere «non può essere affidato soltanto alla repressione, quando la violenza è già esplosa». Servono invece «prevenzione, educazione, servizi, autonomia e soprattutto un cambiamento culturale profondo», che coinvolga anche il modo in cui la politica interpreta e distribuisce il potere.

Da qui il riferimento alla «leadership femminista» indicata come impegno durante la campagna elettorale. «Oggi Ercolano ha una giunta nella quale le donne sono in maggioranza. Il Consiglio comunale ha scelto per la prima volta nella storia della città una donna come presidente. E dal 7 settembre anche la segreteria generale del Comune sarà affidata a una donna», annuncia la sindaca.

Garzia precisa però che la presenza femminile nelle istituzioni, da sola, non può rappresentare una risposta al fenomeno dei femminicidi: «Non penso che questi numeri, da soli, possano cambiare una cultura, né che la presenza delle donne nelle istituzioni sia una risposta al femminicidio. Ma credo che conti chi occupa i luoghi del potere e quale idea di società costruiamo».

L’obiettivo, conclude la sindaca, deve essere quello di superare la logica dell’emergenza e delle reazioni successive ai fatti di cronaca. «Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la commemorazione e l’indignazione del giorno dopo, perché ogni donna possa essere libera, autonoma, ascoltata e messa nelle condizioni di scegliere della propria vita».

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