di Michele Vidone 

Le Fonderie Pisano hanno presentato alla Regione Campania le integrazioni richieste dalla Conferenza dei servizi nell’ambito del progetto di riconversione green dello stabilimento di Fratte, fermo dal 25 marzo. Il piano prevede la decarbonizzazione della produzione, con la sostituzione dei forni a carbone con forni elettrici a induzione e il potenziamento degli impianti di aspirazione e filtraggio. Nel frattempo, l’azienda punta a ripartire con l’unico forno elettrico già autorizzato, con una capacità pari a circa il 13% di quella precedente, consentendo il rientro a rotazione dei 120 dipendenti.

La proprietà chiede ora alla Regione di accelerare l’iter per l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), sottolineando che a fine ottobre termineranno gli attuali sussidi aziendali e i lavoratori rischiano la mobilità. L’ad Ciro Pisano ha inoltre chiesto il ripristino della centralina mobile Arpac di via dei Greci per proseguire il monitoraggio della qualità dell’aria. Secondo l’azienda, i valori di PM10 e PM2,5 rilevati dopo la chiusura dello stabilimento sarebbero superiori a quelli registrati negli stessi mesi del 2025, quando la fonderia era ancora in attività.

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