Ridurre Davide Buglio a mera alternativa, invece che un titolarissimo, significherebbe sminuirne l’utilità nell’organico della Juve Stabia, oltre al giocatore che effettivamente è. L’applicazione, infatti, non rappresenta l’unica sua dote. Anche se movimenti e gesti tecnici sono sempre funzionali a equilibrare i gialloblù nelle due fasi. Un compito oscuro, appunto, semplicemente da rivalutare. Perché questo atteggiamento orientato a svolgere il lavoro “sporco”, affinché poi i compagni possano esprimersi offensivamente, è tipico di chi preferisce la concretezza alle copertine dei quotidiani sportivi.
Da questo punto di vista, magari altri centrocampisti rubano maggiormente la scena. Però l’ascetismo tattico di Buglio salta subito all’occhio, trasformandolo nel pivote ideale per qualsiasi allenatore voglia affidare la regia a una risorsa capace di verticalizzare con un passaggio taglialinee. Oppure resistere all’aggressività avversaria, consentendo alla squadra di non perdere palla ad altezze di campo pericolose. In tal senso, l’ex Catanzaro sa smarcarsi costantemente in zona luce, proponendosi come valvola di sicurezza. Il simbolo del calcio posizionale che De Giorgio sta cercando di sviluppare, più evoluto e razionale, fatto di influenze relazionali. Per cui, non fare mai un tocco più del dovuto segna la contromossa rispetto alla pressione uomo su uomo che impera in Serie B negli ultimi anni.

Insomma, Buglio è il classico profilo che si cala nelle pieghe del gioco, assumendosi molte responsabilità. Cioè, un metodista in grado di determinare nel sistema con la sua qualità. Uno che si sente, eccome, quando si tratta di costruire in maniera ragionata oppure verticalizzare. Contro l’Empoli l’abbiamo visto caricarsi la Juve Stabia sulle spalle. Prendere per mano i compagni e trascinarli, immergendosi nel traffico della mediana. Destreggiandosi spesso in inferiorità numerica lì nel mezzo, a duellare direttamente con Yepes. E al contempo, sottrarsi ai raddoppi di Bandinelli o Saporiti.
Quando è tornato nella città delle Terme, la scorsa estate, dopo il prestito al Catanzaro, le aspettative erano alte. D’altronde, quanto può essere romantica la suggestione di poter ripetere il biennio esaltante trascorso con le Vespe, condito dalla promozione in cadetteria e una successiva stagione talmente rampante, da ribaltare qualsiasi gerarchia, conquistando i play-off?
In effetti, senza i quattro punti di penalizzazione, oggi la Juve Stabia occuperebbe una tranquilla posizione di centro-classifica, appena a ridosso del gruppone che aspira a qualcosa di più ambizioso della sola salvezza. Uno scenario dove le prestazioni di Buglio sono fortemente simboliche: perché significa che c’è ancora spazio per i play che interpretano il ruolo con la mente, prima di dominarlo con fondamentali educati e letture sopraffine.
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