di Michele Vidone 

Piero De Luca (Pd) ha criticato duramente il governo Meloni, sostenendo che gli italiani siano oggi più poveri e che l’esecutivo non abbia adottato misure efficaci per affrontare le difficoltà economiche del Paese. Secondo il deputato democratico, dal 2021 il costo del carrello della spesa è aumentato del 25%, le bollette elettriche del 34%, mentre gli affitti hanno registrato un incremento del 40%. Nello stesso periodo, i salari reali dei lavoratori italiani si sarebbero ridotti dell’8%, equivalenti a circa un mese di stipendio perso dall’insediamento del governo. De Luca ha inoltre evidenziato come la pressione fiscale abbia raggiunto il 43,1%, il livello più alto degli ultimi undici anni.

L’esponente del Partito Democratico ha ricordato le proposte avanzate dall’opposizione, come il salario minimo, interventi sugli affitti, un piano casa, maggiori investimenti nel trasporto pubblico locale e nelle energie rinnovabili, oltre a misure per ridurre il costo dell’energia. Secondo De Luca, il governo avrebbe respinto o ignorato queste iniziative, senza affrontare adeguatamente anche il tema della produzione industriale stagnante e delle difficoltà di accesso alle cure sanitarie per milioni di cittadini. Ha concluso affermando che il centrosinistra intende costruire un’alternativa politica incentrata sulla tutela dei salari e del potere d’acquisto delle famiglie.

Di diverso avviso Mariolina Castellone (M5S), vicepresidente del Senato, che ha attribuito i risultati positivi registrati sul fronte occupazionale nel Mezzogiorno alle misure introdotte durante il governo guidato da Giuseppe Conte. In particolare, Castellone ha citato il programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), finanziato con 4,4 miliardi di euro attraverso il Pnrr, sostenendo che abbia favorito l’inserimento lavorativo di oltre due milioni di persone grazie a percorsi di orientamento, formazione e riqualificazione professionale.

Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, in Campania circa 180mila persone avrebbero ottenuto contratti di lavoro di almeno sei mesi grazie a tali strumenti, con risultati positivi anche in Abruzzo e Sicilia. Castellone ha sottolineato che gli attuali dati sull’occupazione nel Sud sarebbero il frutto della visione e degli investimenti realizzati dal M5S nelle politiche attive del lavoro e ha affermato che, senza il Pnrr e le misure varate durante il governo Conte, l’attuale maggioranza avrebbe ben pochi risultati da rivendicare in materia occupazionale nel Mezzogiorno.

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