di Michele Vidone
Diventa definitiva la condanna a 14 anni e 6 mesi per Pasquale Punzo, titolare di fatto della fabbrica abusiva di fuochi d’artificio di Ercolano dove il 18 novembre 2024 un’esplosione provocò la morte di tre giovani: Samuel Tafciu, 18 anni, e le gemelle Aurora e Sara Esposito, entrambe 26enni. Punzo, condannato in primo grado a 17 anni e 6 mesi, non ha presentato appello e sconterà la pena ridotta in virtù dello sconto previsto dalla riforma Cartabia.
Il processo d’appello, iniziato oggi, riguarda invece gli altri due imputati: Vincenzo D’Angelo, condannato a 17 anni e 6 mesi per omicidio volontario con dolo eventuale e indicato dagli inquirenti come socio di Punzo, e Raffaele Boccia, condannato a quattro anni per la detenzione dell’esplosivo. Secondo la ricostruzione accusatoria, Boccia avrebbe fornito i materiali che i tre giovani, impiegati in nero, dovevano assemblare per realizzare i fuochi. Nel processo si sono costituiti parte civile il Comune di Ercolano, la Cgil Campania e i familiari delle vittime.
