di Michele Vidone 

I funerali di Franchino Pesacane si terranno in forma privata. È quanto stabilito dal questore di Napoli, provvedimento condiviso dal prefetto Michele di Bari, che ha commentato la decisione assunta nella serata di ieri.

Le esequie di Pesacane, 71 anni, erano state inizialmente programmate per questa mattina nella parrocchia dell’Immacolata Concezione di Boscoreale. L’uomo, indicato come esponente di vertice della criminalità nell’area vesuviana, è morto nei giorni scorsi dopo una lunga malattia mentre si trovava agli arresti domiciliari per una precedente condanna.

«Ritengo pertanto pienamente condivisibile il provvedimento adottato dal questore di Napoli volto a impedire lo svolgimento della prevista cerimonia pubblica», ha dichiarato il prefetto di Napoli.

Secondo di Bari, la decisione risponde a precise esigenze di ordine e sicurezza pubblica. L’autorità, ha spiegato, deve infatti considerare anche il rischio che una cerimonia pubblica possa assumere una funzione di «esposizione, celebrazione o legittimazione sociale» nei confronti di una persona storicamente riconducibile a contesti criminali radicati nel territorio.

Sul caso era intervenuta ieri anche Libera Campania, che aveva definito Pesacane uno dei «ras» di un gruppo criminale dell’area vesuviana, accusandolo di aver fatto dell’illegalità e degli affari illeciti uno strumento di prevaricazione sulla popolazione.

Il prefetto ha sottolineato che lo svolgimento delle esequie in forma privata consente comunque ai familiari di vivere il proprio lutto e di dare una sepoltura dignitosa al congiunto, evitando però che il funerale possa trasformarsi in un momento di aggregazione pubblica.

«Lo Stato tutela il dolore privato dei familiari, ma non può consentire che la morte diventi occasione di celebrazione pubblica di chi, durante la propria vita, ha scelto di collocarsi al di fuori della legalità e delle regole della convivenza civile», ha concluso di Bari.

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