di Michele Vidone 

Il rinnovo del Contratto collettivo nazionale delle Funzioni centrali 2025-2027 raccoglie il giudizio positivo dei principali sindacati firmatari, che ne evidenziano sia gli aspetti economici sia le innovazioni normative.

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, esprime soddisfazione per un accordo che, a suo avviso, tutela il potere d’acquisto dei dipendenti pubblici attraverso aumenti salariali superiori all’inflazione prevista e introduce, per la prima volta, un meccanismo di verifica successiva per compensare eventuali perdite dovute all’aumento dei prezzi. Landini sottolinea inoltre il riconoscimento del pieno diritto alle ferie anche per i neoassunti, il recepimento delle norme europee sulla trasparenza salariale e la regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro. La valutazione definitiva, aggiunge, spetterà comunque ai lavoratori chiamati a esprimersi sull’ipotesi di accordo.

Anche la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, definisce l’intesa un risultato importante per gli oltre 200 mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Fumarola evidenzia soprattutto il fatto che il contratto sia stato sottoscritto durante il periodo di validità del triennio di riferimento, considerandolo un elemento fondamentale per garantire retribuzioni più adeguate e sostenere il potere d’acquisto. Tra gli aspetti qualificanti del rinnovo indica la valorizzazione delle competenze, le misure per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro, l’innovazione organizzativa e l’attenzione alla trasformazione digitale e all’intelligenza artificiale. La Cisl conferma infine l’impegno a proseguire il confronto negoziale per il rinnovo degli altri contratti del pubblico impiego.

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