Cosa dire del lavoro di Roberto Andò? Indubbiamente ci vuole coraggio a presentare al pubblico un dittico del genere. Un lavoro che è fuori dagli schemi. Un solo attore, Renato Carpentieri già è un qualcosa di particolare. Poi mettere insieme due atti unici, “L’ultimo nastro di Krupp” di Samuel Beckett, e “Press conference” di Harold Pinter, è un qualcosa di pesante.

Partiamo dalla reazione del pubblico, che ha seguito in silenzio il lavoro, per poi applaudire alla fine. Il che è un fatto positivo. Il rischio era che qualcuno abbandonasse il teatro prima della fine del lavoro.

Due atti unici, distanti tra loro. Nel primo lavoro al centro di tutto c’era il dialogo impossibile tra un uomo che ascolta un nastro registrato da lui 30 anni prima, Trovandosi spesso, quasi sempre in disaccordo con le sue parole pronunciate quando aveva 39 anni.

Press Conference è una conferenza stampa di un politico sui generis, che non si vergogna ad ammettere i propri limiti. Ma lo fa con arroganza, al punto da fare sembrare che avesse quasi ragione.

Che dire di un lavoro del genere?  Consigliarlo o no? Noi diciamo di sì, anche se il rischio di non apprezzarlo c’è. Ma si tratta di un lavoro coraggioso, che merita di essere visto, certi che sarà un caso unico nel suo genere. Certo, chi va a teatro per distrarsi, per passare una serata in allegria farà meglio a restarsene a casa. Ma il teatro non è solo divertimento. Per cui noi lo consigliamo.

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