Si è insediato a Napoli il nuovo questore Fausto Lamparelli, chiamato a guidare la Questura partenopea in una realtà urbana articolata, nella quale il contrasto alla criminalità organizzata, il controllo dei fenomeni di microcriminalità e la tutela della sicurezza pubblica rappresentano alcune delle principali sfide per le istituzioni e le forze dell’ordine.

Per Lamparelli, che in passato ha già ricoperto il ruolo di dirigente della Squadra mobile di Napoli, l’incarico segna un ritorno in una città che conosce da vicino e delle cui complessità ha dichiarato di essere pienamente consapevole, con la necessità di affrontare le criticità del territorio attraverso un’azione costante, coordinata e capace di coniugare prevenzione, presenza sul campo e interventi repressivi.

Nel corso della conferenza stampa di insediamento, il nuovo questore ha delineato le direttrici fondamentali sulle quali intende concentrare l’attività della Polizia di Stato, individuando tre priorità: il controllo del territorio, la gestione dell’ordine pubblico e la repressione dei reati quando le misure preventive e gli strumenti di contenimento non risultino sufficienti a impedire il verificarsi di condotte illecite. Un’impostazione che punta, dunque, a rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nelle aree più sensibili della città, intervenendo sulle situazioni di maggiore criticità e garantendo una risposta adeguata alle esigenze di sicurezza dei cittadini.

Accanto al contrasto alla criminalità e alla gestione delle problematiche legate alla convivenza urbana, particolare attenzione sarà riservata anche alla prevenzione e alla repressione della violenza contro le donne, un tema che Lamparelli ha definito particolarmente importante, sottolineando come sul territorio siano già operative diverse articolazioni impegnate quotidianamente nella tutela delle vittime e nel contrasto a ogni forma di abuso. «È un fenomeno che mi sta molto a cuore», ha affermato il questore, richiamando l’importanza di un lavoro capillare che coinvolga le strutture specializzate e favorisca l’emersione delle situazioni di rischio, affinché le persone coinvolte possano trovare ascolto e protezione.

Un altro elemento centrale della strategia annunciata riguarda il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, magistratura e società civile, nella consapevolezza che la sicurezza non possa essere affidata esclusivamente all’attività di polizia, ma richieda un impegno condiviso e continuativo da parte di tutti i soggetti che operano nella comunità. In questa prospettiva, il presidio degli spazi urbani, la capacità di intercettare tempestivamente le situazioni di disagio e la costruzione di rapporti di fiducia con i cittadini diventano strumenti fondamentali per prevenire l’illegalità e impedire che le aree meno presidiate possano trasformarsi in luoghi favorevoli alla commissione di reati.

«Dobbiamo occupare gli spazi vuoti e non lasciarli a chi commette reati», ha dichiarato Lamparelli, sintetizzando con queste parole la necessità di una sicurezza partecipata, nella quale l’azione delle forze dell’ordine si accompagni alla presenza delle istituzioni e al coinvolgimento attivo della società civile. Un approccio che, nelle intenzioni del nuovo questore, dovrà contribuire a consolidare il presidio del territorio e a rispondere in modo più efficace alle diverse esigenze di una città complessa come Napoli, attraverso un’attività quotidiana fondata sulla prevenzione, sulla collaborazione istituzionale e sul rispetto della legalità.

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