di Michele Vidone

Valter Lavitola resta in carcere. Il gip di Roma ha respinto la richiesta della difesa, presentata dall’avvocato Sergio Cola, di sostituire la custodia cautelare con gli arresti domiciliari.

La decisione arriva dopo l’interrogatorio di garanzia nel corso del quale, secondo quanto riferito dal suo legale, Lavitola avrebbe ammesso di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci.

Anche i pm della Procura di Roma, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, avevano espresso parere negativo sulla richiesta di concessione dei domiciliari.

Lavitola rimane quindi detenuto mentre proseguono gli accertamenti della Procura sull’attentato e sul suo presunto ruolo nella vicenda.

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