di Michele Vidone
Nel corso della seduta di ieri del Consiglio regionale della Campania è stata discussa una mozione, primo firmatario Gennaro Sangiuliano (FdI), sul divieto di utilizzo di burqa e niqab. Il documento impegna la Giunta regionale a promuovere un confronto con il Governo nazionale per arrivare a vietarne l’uso nelle scuole e, più in generale, nei contesti professionali e sociali. Sul tema è intervenuta l’assessora regionale all’Ambiente, alle Politiche abitative e alle Pari Opportunità Claudia Pecoraro, ponendo al centro il tema dell’autodeterminazione femminile e chiedendo chi debba decidere sul corpo e sulle scelte di una donna.
Pecoraro ha sostenuto che, se una donna viene costretta a indossare un determinato abito, il problema da contrastare è la coercizione e non l’indumento. Secondo l’assessora, imporre o vietare un abito possono rappresentare due forme diverse di controllo sul corpo femminile, mentre la priorità dovrebbe essere garantire condizioni concrete di autonomia attraverso istruzione, indipendenza economica, servizi, prevenzione della violenza e consapevolezza dei propri diritti. La Regione, ha spiegato, intende lavorare per una società nella quale nessuna donna sia obbligata a vestirsi in un determinato modo, né dalla famiglia o dalla comunità né dalle istituzioni, difendendo la libertà di scegliere se indossare o meno il velo e di chiedere aiuto in caso di costrizione.
