di Michele Vidone
La Guardia di Finanza di Ravenna, su delega del pm Raffaele Belvederi, ha eseguito oltre 40 perquisizioni e sequestri d’urgenza in nove province italiane nell’ambito dell’inchiesta “Mani d’oro”, partita da un’indagine sulla somministrazione illecita di manodopera e sul riciclaggio. I provvedimenti hanno interessato Ravenna, Rimini, Cesena, Napoli, Caserta, Bergamo, Padova, Taranto e Lecce e prevedono il sequestro di liquidità, beni mobili e immobili per un valore complessivo fino a circa 37 milioni di euro, ritenuti dagli inquirenti profitti derivanti da reati tributari e dal successivo riciclaggio.
Secondo le Fiamme Gialle, numerose società formalmente attive nel settore delle costruzioni meccaniche sarebbero state utilizzate come serbatoi di manodopera, con circa mille lavoratori, soprattutto stranieri, assunti o licenziati in base alle esigenze delle aziende operative. Il sistema avrebbe consentito alle società coinvolte di ridurre il carico fiscale e disporre stabilmente di lavoratori senza i normali vincoli dei rapporti di lavoro dipendente. Le indagini finanziarie avrebbero inoltre fatto emergere una rete di riciclaggio estesa in diverse regioni, con la collaborazione giudiziaria di San Marino, dove sono stati sequestrati circa 7,5 milioni di euro riconducibili a uno degli indagati, che avrebbe giustificato la disponibilità delle somme come vincite al gioco. Sono quindi scattati anche accertamenti su slot machine e sui comportamenti di alcuni dipendenti.
