Devastante articolo di The Athletic, a firma Daniel Taylor, sul caso Manchester City. Il tono dell’articolo del principale media britannico è durissimo. Per il giornalista inglese non dovrebbe più esserci un dibattito sul fatto che la Premier League avrà o meno il coraggio di estromettere il Manchester City dalla massima serie inglese. Ora la domanda è un’altra: come si potrebbe giustificare qualsiasi altra decisione? Gli atteggiamenti non potranno che irrigidirsi dopo la pubblicazione del primo verdetto ufficiale, ancora soggetto ad appello, e ora che la portata dell’inganno appare sempre più evidente e sconvolgente. Nessuno si aspettava che fosse una storia piacevole. Conoscendo il City, sapevamo che i numeri sarebbero stati impressionanti. Sapevamo che ci sarebbero state montagne di documenti, argomentazioni legali, parti oscurate e recriminazioni. Eppure è stato comunque impressionante leggere le prime 40 pagine delle conclusioni della commissione indipendente e apprendere nel dettaglio come il club abbia manipolato, alterato e sfruttato il sistema per fare in modo che il calcio inglese fosse sbilanciato a proprio favore. Sapevamo che sarebbe stato grave. Ma fino a questo punto? No. È qualcosa di una portata mai vista prima nella storia della Premier League. Basta considerare uno dei filoni principali del documento, pubblicato martedì dalla Premier League, e ciò che racconta del club che ha cambiato il panorama del calcio inglese da quando Abu Dhabi ne ha assunto il controllo nel 2008.
Diciamo subito che a noi la cosa non convince affatto. Se io sono proprietario di una società, chi mi impedisce di spendere tutti i soldi che voglio per farla crescere?
Se uno ci riflette un attimo di questo stiamo parlando. Tralasciando che non ha molto senso un provvedimento che arriva a 18 anni, eravamo nel 2008, dalla prima violazione. Se esiste una regola va fatto rispettare immediatamente. Poi dal punto di vista fiscale parliamo di società diverse, anche se afferiscono alla stessa proprietà. Comprendiamo una multa, ma la retrocessione e la perdita dei titoli non avrebbe alcun senso.
