di Michele Vidone
La Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura partenopea, ha sequestrato beni per 17,6 milioni di euro a carico di 14 persone coinvolte in una presunta rete di frodi fiscali nel commercio all’ingrosso di prodotti ittici. L’inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, riguarda un’associazione che avrebbe operato tra le province di Napoli, Caserta, Avellino, Rimini e Milano, commercializzando prodotti come salmone, tonno, spigole e orate attraverso un sistema basato sull’evasione dell’Iva. Il gip ha disposto sequestri finalizzati alla confisca per 9,8 milioni di euro in relazione ai reati tributari, 1,8 milioni per una presunta truffa aggravata ai danni dei finanziamenti pubblici e 6 milioni per ipotesi di riciclaggio e autoriciclaggio.
Secondo gli investigatori, il meccanismo prevedeva l’acquisto di pesce da Svezia, Spagna e Grecia attraverso fatture relative a operazioni inesistenti, emesse da società considerate fittizie e prive di reale operatività. L’omesso versamento dell’Iva avrebbe permesso di vendere i prodotti a prezzi particolarmente bassi, alterando la concorrenza e danneggiando gli operatori regolari del settore. L’associazione avrebbe inoltre ottenuto finanziamenti bancari garantiti dallo Stato utilizzando bilanci falsificati. I proventi illeciti sarebbero stati successivamente reinvestiti in immobili e attività commerciali, mentre le società coinvolte sarebbero state intestate a familiari o persone compiacenti.
