'Salvate i nostri figli'. E' il grido di aiuto anche scritto sulle magliette che hanno indossato un centinaio di donne a Napoli animatrici di un flash-mob contro la violenza delle gang ai danni dei ragazzini. Dopo i numerosi atti di aggressione da parte di ragazzi che nei fine settimana, nei luoghi di raduno della movida, prendono di mira loro coetanei le mamme hanno deciso di scendere in piazza per chiedere alle istituzioni maggiore presenza e prevenzione da parte delle forze dell'Ordine. ANSA/CIRO FUSCO

Un presidio democratico per chiedere strade più sicure, interventi rigorosi nei confronti delle famiglie dei giovani coinvolti e il ripristino della legalità: è l’iniziativa promossa dalle mamme del Vomero, a Napoli, che si ritroveranno sabato sera in piazza Vanvitelli per manifestare contro la violenza giovanile e chiedere risposte concrete dopo il pestaggio di un padre intervenuto per difendere la figlia, coinvolta in una lite tra ragazzine.

A rendere nota la mobilitazione è il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha seguito personalmente la vicenda, facendo visita anche alla famiglia dell’uomo aggredito, e che denuncia un clima di crescente preoccupazione, alimentato non soltanto dalle minacce che, secondo quanto riferito, continuerebbero a raggiungere le figlie del padre coinvolto, ma anche dagli insulti e dalle intimidazioni diffuse attraverso i social network, circostanze che starebbero alimentando il timore di possibili nuove aggressioni.

La vicenda, secondo quanto ricostruito dai promotori dell’iniziativa, avrebbe assunto contorni particolarmente allarmanti perché, dopo il pestaggio, la famiglia dell’uomo si troverebbe ancora a fare i conti con una situazione di insicurezza, mentre, sempre secondo le dichiarazioni diffuse da Borrelli e da Nelide Milano, portavoce delle mamme antiviolenza a Napoli, dalla maggior parte delle famiglie dei ragazzi coinvolti, molti dei quali sarebbero già stati identificati, non sarebbero arrivate scuse, lasciando spazio a un clima di tensione e intimidazione che rende ancora più difficile il ritorno alla normalità.

«Ci troviamo di fronte a una situazione di una gravità inaudita che non può essere archiviata come una semplice bravata tra ragazzi», affermano Borrelli e Milano, sottolineando come la principale preoccupazione del padre, Roberto, resti quella di garantire l’incolumità delle figlie, che continuerebbero a essere minacciate anche dopo l’aggressione, mentre gli attacchi e gli insulti sui social contribuirebbero ad accrescere la paura di nuove ritorsioni.

Nel mirino dei promotori del presidio c’è anche la necessità di una risposta istituzionale che non si limiti alla ricostruzione delle responsabilità individuali, ma che affronti più ampiamente il problema della sicurezza nel quartiere e della prevenzione degli episodi di violenza tra giovanissimi, attraverso controlli più incisivi, una presenza costante delle forze dell’ordine nelle aree considerate più esposte e un maggiore coinvolgimento delle famiglie nell’educazione e nella responsabilizzazione dei ragazzi.

«Il papà Roberto ha mostrato un coraggio enorme per proteggere le sue figlie, ed è inaccettabile che oggi la famiglia debba persino vivere nel terrore di ritorsioni o nuovi attacchi da parte di questo branco irresponsabile», dichiarano Borrelli e Milano, che chiedono inoltre alle istituzioni competenti di costituirsi parte civile nell’eventuale futuro processo, con l’obiettivo di manifestare una posizione netta contro gli episodi di violenza e ribadire che la comunità non intende accettare intimidazioni o comportamenti illegali.

La mobilitazione di sabato sera in piazza Vanvitelli si propone, dunque, di trasformare la preoccupazione delle famiglie in una richiesta pubblica di interventi immediati e duraturi, con le mamme del Vomero e i cittadini chiamati a far sentire la propria voce per ottenere presidi fissi, controlli più rigorosi e una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei genitori dei giovani coinvolti, in un contesto nel quale la sicurezza dei minori e la possibilità di vivere liberamente gli spazi pubblici sono diventate questioni centrali per il quartiere.

«Saremo al fianco delle mamme e dei cittadini al presidio di sabato in piazza Vanvitelli per pretendere presidi fissi, tolleranza zero e la piena assunzione di responsabilità anche da parte dei genitori di questi baby delinquenti», concludono i promotori, rilanciando l’appuntamento come un momento di partecipazione civica volto a chiedere che quanto accaduto non venga sottovalutato e che la famiglia aggredita possa tornare a vivere senza il timore di nuove minacce.

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