Sono ormai passate più di 30 ore dalla fine della partita, abbiamo avuto tutto il tempo necessario per assimilare la cocente sconfitta e abbiamo avuto modo di riflettere sulla situazione tragica in cui versa lo spogliatoio del Napoli con i calciatori pronti ad incolparsi l’uno contro l’altro. Sono passate tutte queste ore ma soltanto ieri sera è davvero finita questa trasferta per molti dei sostenitori azzurri, me compreso, che hanno vissuto una vera e propria odissea per raggiungere Porto a causa dei lavori che interessano l’aeroporto di Capodichino. C’è chi è riuscito a partire da Roma, chi da Salerno, pagando cifre astronomiche (Roma-Porto andata e ritorno a più di 400 euro), e chi invece ha dovuto macinare centinaia di chilometri, inventandosi itinerari lunghi e faticosi.

Nel mio caso, il viaggio da Napoli è iniziato con 5 ore di treno per raggiungere l’aeroporto di Bergamo, passando da Milano Centrale, per poi prendere finalmente l’aereo in direzione Porto, affrontando tre ore di volo. Come me, tantissimi altri tifosi hanno raggiunto la città di Porto attraverso gli itinerari più improbabili, ricevendo in cambio l’ennesima prestazione scialba e senza cuore della nostra squadra.

Premesso che nessuno chiedeva la vittoria, conosciamo tutti la situazione attuale della rosa del Napoli, falcidiata dai soliti infiniti infortuni, però a Porto è mancata soprattutto quella voglia di lottare su ogni pallone, quello spirito di sacrificio che ti porta a gettare il cuore oltre le difficoltà. Noi tifosi solo questo chiedevamo, una squadra capace di sudare la maglia fino all’ultimo secondo di partita, ma in cambio abbiamo ricevuto giocatori che si insultano a vicenda, interviste contro altri compagni ed interviste contro allenatore e società. Alla fine di tutto è questo che fa veramente male, non il risultato, che sapevamo tutti fosse difficile da ottenere, ma la consapevolezza che il Napoli non sia più una squadra, che sia diventato soltanto un’accozzaglia di decisioni sbagliate tra scelte societarie e scelte tecniche dell’allenatore.

Ma nonostante tutto questo, se chiedi a ciascuno dei sostenitori presenti in Portogallo se rifarebbero tutti quei chilometri, la risposta sarà sempre positiva, perché alla fine di tutto, anche se saranno guai… non ti lasceremo mai.

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