di Michele Vidone 

Il Consiglio di Stato ha respinto un nuovo ricorso relativo alla riforma dell’accesso alla Facoltà di Medicina, confermando la legittimità del cosiddetto “semestre filtro” e segnando un’ulteriore vittoria per il ministero dell’Università.

I giudici della settima sezione hanno rigettato l’appello di un candidato che non aveva raggiunto la sufficienza nelle prove di Fisica, Chimica e Biologia. Nelle motivazioni si sottolinea che la necessità di coprire i posti disponibili deve essere bilanciata con l’esigenza di garantire un livello minimo di preparazione, evitando ammissioni indiscriminate di candidati privi dei requisiti richiesti. Le scelte dell’amministrazione, secondo il Consiglio di Stato, rientrano nella discrezionalità tecnica e non risultano irragionevoli o sproporzionate. Inoltre, l’eventuale accoglimento del ricorso avrebbe potuto arrecare un danno alla pubblica amministrazione, considerando che il numero programmato tiene conto della capacità degli atenei di garantire una formazione adeguata.

Sul fronte sanitario, intanto, si rafforza in Campania il modello di collaborazione tra ospedali per la gestione dei casi più complessi. Alcuni chirurghi dell’ospedale Cardarelli di Napoli operano infatti anche in altre strutture, come il Santobono, l’Ospedale del Mare e il Ruggi d’Aragona di Salerno, grazie a specifiche convenzioni.

Tra loro c’è Pasquale Sangiovanni, ortopedico specializzato nel trattamento dei traumi del bacino, formatosi anche all’estero. Le sue competenze sono state impiegate in diversi interventi delicati, tra cui quello su un bambino rimasto gravemente ferito in un incidente.

La collaborazione tra il Cardarelli e il Santobono è attiva da anni, in particolare nella chirurgia toracica. Un esempio recente riguarda un intervento di sette ore su un bambino di quattro anni affetto da una rara forma di tumore al polmone, concluso con successo grazie al lavoro congiunto delle équipe.

 

Secondo i responsabili sanitari coinvolti, questo modello consente di condividere competenze altamente specialistiche, migliorare la qualità delle cure e garantire un’assistenza più efficace su tutto il territorio regionale. Attualmente sono attive diverse convenzioni, in particolare per la chirurgia del bacino e quella toracica, con decine di interventi già eseguiti nell’ultimo anno.

 

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