di Michele Vidone
Il caso della morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli, si arricchisce di nuovi elementi emersi da un’audio registrazione ora all’attenzione della Procura.
Nella registrazione, attribuita al cardiochirurgo Guido Oppido durante una riunione informale con l’équipe medica prima di un audit ministeriale, il medico afferma di aver rimosso il cuore del bambino prima di rendersi conto di possibili problemi con l’organo da trapiantare. Una dichiarazione che appare in contrasto con quanto sostenuto dallo stesso Oppido davanti al gip, quando aveva dichiarato di aver iniziato la procedura solo dopo aver avuto conferma della presenza del cuore in sala operatoria.
Nella stessa conversazione si affronta anche il tema del prelievo dell’organo a Bolzano. Secondo quanto riferito, il cuore sarebbe stato compromesso a causa dell’uso improprio di ghiaccio secco nel trasporto. Oppido difende la collega coinvolta nel prelievo, sostenendo che l’errore non sarebbe attribuibile a lei ma alla gestione a monte della procedura.
Il medico ribadisce inoltre la correttezza del proprio operato, affermando che diversi specialisti avrebbero agito allo stesso modo nelle medesime condizioni. Tuttavia, uno dei nomi citati, inizialmente inserito tra i periti, è stato successivamente escluso anche a seguito delle osservazioni della difesa della famiglia.
Sul fronte legale, l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, denuncia una situazione definita “inverosimile”. Secondo quanto dichiarato, l’ospedale avrebbe prima segnalato difficoltà nel reperire la cartella clinica e poi sostenuto di non disporre di un medico legale interno. Inoltre, uno dei consulenti risulterebbe dimissionario per un possibile conflitto di interessi.
Il legale ha anche annunciato che, in assenza di sviluppi entro breve tempo, tornerà a chiedere con forza le dimissioni della direttrice generale dell’Azienda dei Colli, Anna Iervolino, chiamando in causa anche il presidente della Regione Campania Roberto Fico.
La vicenda resta al centro di un’indagine complessa che coinvolge più sanitari e diversi aspetti tecnici legati alla procedura di trapianto e alla gestione dell’emergenza.
