di Michele Vidone 

Maxi blitz anticamorra ad Afragola, nel Napoletano, dove i carabinieri hanno eseguito 26 misure cautelari: 23 arresti in carcere e 3 divieti di dimora.

Secondo le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, gli indagati gestivano attività di spaccio di droga (cocaina, hashish e marijuana) e imponevano il pizzo a imprenditori e commercianti del territorio. In caso di mancato pagamento, venivano attuate intimidazioni anche con l’uso delle armi, come spari contro le serrande dei negozi.

Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda il ruolo dei capi del gruppo, legati ai cosiddetti “Panzarottari”, ritenuti vicini al clan Moccia: nonostante fossero detenuti, continuavano a impartire ordini ai sodali all’esterno utilizzando telefoni cellulari introdotti illegalmente in carcere.

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate numerose armi, tra cui kalashnikov, fucili di precisione, pistole (una con silenziatore), oltre a ingenti quantità di stupefacenti. Parte della droga era confezionata in panetti con immagini simboliche, tra cui la caricatura del presidente russo Vladimir Putin.

Le accuse contestate a vario titolo includono associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione, porto e detenzione di armi, ricettazione e accesso illecito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti.

Le indagini hanno documentato anche episodi di violenza, tra cui un raid armato ripreso in video con colpi esplosi contro un’attività commerciale, a conferma del clima di intimidazione imposto sul territorio.

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