di Michele Vidone 

La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di due persone accusate di traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere, riciclaggio e gestione illegale di rifiuti. Nell’inchiesta risultano inoltre indagate altre nove persone.

L’indagine, condotta dai carabinieri del Noe tra il 2023 e il 2024 nelle province di Napoli e Caserta, ha documentato lo smaltimento illecito di circa 25mila tonnellate di rifiuti speciali, soprattutto fanghi di depurazione e materiali da demolizione. Secondo gli investigatori, un’azienda di Castel Volturno avrebbe falsificato documenti di trasporto per mascherare la reale natura dei rifiuti e scaricarli illegalmente in terreni agricoli tra Capua, Mondragone e Castel Volturno, oltre che in laghetti naturali usati come discariche abusive.

Le attività avrebbero prodotto un profitto illecito stimato in circa 1,6 milioni di euro, cifra per cui è stato disposto il sequestro di beni, terreni, immobili, mezzi e dell’intero complesso aziendale coinvolto. Tra le aree interessate anche un cantiere industriale a Boscofangone, nel comune di Nola.

Determinanti per l’inchiesta anche le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, ex appartenente al clan dei Casalesi, che ha indicato collegamenti storici dell’azienda con il gruppo Bidognetti.

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