di Michele Vidone
Circa 400 giovani attivisti e attiviste provenienti da tutta Europa e dalla Palestina hanno partecipato all’Oasi di Paestum al flash mob conclusivo dello Youth Climate Meeting organizzato da Legambiente per richiamare l’attenzione sulla crisi climatica, aggravata secondo gli organizzatori dall’utilizzo delle fonti fossili.
Nel corso dell’iniziativa sono stati diffusi i nuovi dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, secondo cui nei primi cinque mesi del 2026 in Italia si sono verificati 82 eventi meteorologici estremi. Tra i fenomeni più frequenti figurano allagamenti causati da piogge intense, danni provocati dal vento, mareggiate ed esondazioni fluviali. Particolarmente pesante anche il bilancio del ciclone Harry, che avrebbe causato danni stimati in oltre 2 miliardi di euro in Sicilia, Calabria e Sardegna.
Durante il flash mob gli attivisti hanno messo in scena una performance simbolica con i “Kings”, figure mascherate a rappresentare i potenti della Terra, circondate da giovani manifestanti. Secondo il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti, l’iniziativa vuole sollecitare istituzioni e opinione pubblica sulla necessità di accelerare la transizione ecologica, ridurre le emissioni e migliorare le condizioni di vita.
Da Paestum è stato inoltre annunciato un coordinamento internazionale per le prossime mobilitazioni climatiche e l’appuntamento del Climate Pride previsto il 14 novembre 2026 a Roma, durante la COP31 di Antalya, in Turchia. Lo Youth Climate Meeting ha ospitato oltre venti appuntamenti tra dibattiti, tavole rotonde e attività partecipative.
