di Michele Vidone 

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito la necessità di una riflessione approfondita sul futuro del Servizio sanitario nazionale, sottolineando che solo attraverso il dialogo e la condivisione delle responsabilità sarà possibile affrontare le sfide che attendono il sistema sanitario italiano.

Intervenendo al convegno “G19+2 Sanità, Regioni a confronto”, in corso al Porto Antico di Genova, Schillaci ha definito il Servizio sanitario nazionale una delle più importanti conquiste della Repubblica, fondata sui principi di universalità, solidarietà e tutela della salute come diritto fondamentale della persona, valori che, a suo avviso, non devono essere messi in discussione.

Il ministro ha evidenziato come il sistema sia chiamato oggi a confrontarsi con cambiamenti profondi: l’evoluzione demografica, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, l’innovazione tecnologica e le crescenti aspettative dei cittadini impongono una riflessione seria sull’organizzazione dei servizi sanitari e sulla loro sostenibilità nel lungo periodo.

Schillaci ha inoltre rimarcato il valore strategico del confronto con le Regioni, sostenendo che la collaborazione tra istituzioni, orientata esclusivamente all’interesse dei cittadini e della sanità pubblica, consente di ottenere risultati concreti. Secondo il ministro, le differenze territoriali possono rappresentare una risorsa, purché non si trasformino in disuguaglianze nell’accesso alle cure.

L’obiettivo indicato dal titolare della Salute è quello di garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dal territorio di residenza, prestazioni sanitarie adeguate, tempestive e di qualità. Un principio che, ha concluso, costituisce il fondamento del Servizio sanitario nazionale e il punto di equilibrio tra l’autonomia organizzativa delle Regioni e la coesione complessiva del sistema, anche nell’ambito dello sviluppo della medicina territoriale.

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