Una strategia fondata sul rafforzamento della legalità, sulla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, sulla difesa dei servizi pubblici essenziali e sul rilancio delle politiche salariali. È questa la linea tracciata dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, intervenuto a Napoli a margine della due giorni del XIV Congresso regionale della Uil Campania, occasione nella quale il governatore ha affrontato alcuni dei principali temi che caratterizzano il dibattito economico e sociale regionale e nazionale, dalla lotta al lavoro sommerso alle morti bianche, dal salario minimo alla gestione pubblica delle risorse idriche, fino alle criticità che interessano la linea ferroviaria dei Campi Flegrei.

Sul fronte dell’occupazione, Fico ha posto l’accento sulla necessità di intensificare in maniera significativa l’attività ispettiva e di contrasto al lavoro irregolare, definendo prioritario l’obiettivo di aumentare “tutti i controlli possibili e immaginabili” contro il fenomeno del lavoro nero. Secondo il presidente della Regione, la crescita economica e produttiva del territorio deve poggiare sulla costruzione di un contesto favorevole agli investimenti e allo sviluppo delle imprese, accompagnandole nel rafforzamento della capacità occupazionale e nell’incremento dei livelli retributivi, ma sempre all’interno di un quadro di piena legalità. Un passaggio che, nelle parole del governatore, assume un valore ancora più rilevante se collegato al tema della sicurezza sul lavoro, poiché molto spesso le situazioni di sfruttamento e irregolarità finiscono per tradursi anche in condizioni operative prive delle necessarie garanzie per i lavoratori.

Proprio sulla sicurezza, Fico ha ribadito come negli appalti regionali venga mantenuto un rigoroso rispetto delle norme, annunciando al contempo un’iniziativa rivolta alle strutture sanitarie locali affinché venga ulteriormente rafforzata l’attenzione sui controlli e sulle procedure di prevenzione. Il presidente ha infatti spiegato di aver inviato una specifica comunicazione sul tema, sottolineando che “non ci deve sfuggire niente” e indicando come obiettivo quello di promuovere una svolta radicale attraverso un sistema più efficace di verifiche, un costante coinvolgimento degli enti strumentali e la diffusione di una cultura della sicurezza che possa diventare patrimonio condiviso a livello nazionale.

Tra i temi affrontati anche quello del salario minimo, sul quale la Regione Campania continua a lavorare nonostante le difficoltà emerse dopo la pronuncia della Corte Costituzionale relativa alla normativa approvata dalla Toscana e successivamente impugnata dal Governo. Fico ha ricordato che il disegno di legge regionale puntava a introdurre un sistema premiale nei bandi pubblici per le aziende che garantissero una retribuzione minima pari ad almeno nove euro lordi all’ora, attribuendo loro un punteggio aggiuntivo nelle procedure di assegnazione. Un meccanismo pensato per incentivare comportamenti virtuosi e favorire una crescita della qualità del lavoro. Dopo la decisione della Consulta, tuttavia, il testo attualmente all’esame del Consiglio regionale è oggetto di una revisione attraverso emendamenti finalizzati a renderlo compatibile con il quadro normativo delineato dalla Corte. Pur riconoscendo la complessità dell’iter, il presidente della Regione ha ribadito che l’introduzione di un salario minimo per legge continua a rappresentare uno dei punti qualificanti del fronte progressista e uno dei temi che, a suo giudizio, dovranno occupare una posizione centrale nel confronto politico in vista delle prossime elezioni nazionali.

Nel corso degli incontri napoletani, Fico è intervenuto anche sulla situazione della Linea 2 ferroviaria, interessata dall’interruzione della circolazione tra le stazioni di Pozzuoli Solfatara e Fuorigrotta-Campi Flegrei a causa della presenza di anidride carbonica all’interno della galleria. Il governatore ha assicurato che la Regione è impegnata senza sosta nella ricerca di soluzioni che consentano di ripristinare il servizio nel pieno rispetto degli standard di sicurezza, evidenziando come il dossier sia seguito direttamente dall’assessora competente e sia stato oggetto di numerosi incontri tecnici. Pur escludendo la possibilità di una soluzione immediata, Fico ha sottolineato che l’obiettivo resta quello di individuare modalità operative compatibili con l’esercizio ferroviario, ribadendo che la tutela della sicurezza degli utenti e dei lavoratori rappresenta un principio non negoziabile.

Infine, ampio spazio è stato dedicato alla gestione del servizio idrico e, in particolare, al futuro della grande adduzione occidentale. Fico ha annunciato il ritiro del precedente bando da cinque miliardi di euro che avrebbe aperto all’ingresso di un partner privato, spiegando che la Regione è attualmente impegnata nella costituzione di una nuova società pubblica dotata di un solido piano industriale e destinata ad assumere la gestione dell’infrastruttura nel più breve tempo possibile. Secondo il presidente, la rete idrica strategica regionale deve rimanere interamente pubblica e il nuovo modello dovrà svilupparsi in sinergia con le principali realtà del settore, a partire dall’Acqua Bene Comune di Napoli e dall’Alto Calore. Nel suo intervento non sono mancati riferimenti alle criticità registrate nel Casertano, dove la situazione finanziaria di Itl, gravata da oltre 200 milioni di euro di debiti, è stata definita da Fico “uno scandalo”, soprattutto considerando la natura essenziale del servizio e il carattere di monopolio naturale che contraddistingue la gestione dell’acqua. Da qui il richiamo alla necessità di garantire amministrazioni competenti, trasparenti ed efficienti, accompagnato da una presa di posizione netta: laddove emergano responsabilità o inefficienze, ha affermato il governatore, sarà necessario intervenire senza esitazioni.

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