«Primo agosto pioveva…»: ma il Napoli nacque 24 giorni dopo a piazza Carità
Fatta chiarezza sulla data di fondazione della società cento anni fa

La convocazione fu annunciata dal primo di agosto e chissà se pioveva, come dice l’inno azzurro di Cristian Vollaro. Di certo, il campionato era fermo. Ore 21 di mercoledì 25 agosto 1926, appuntamento nella sede al secondo piano del palazzo Mastelloni di Largo, oggi piazza, Carità numero 6. L’assemblea dei soci dell’Internaples, definito dai giornali «massimo club calcistico cittadino», si riuniva per decisioni importanti. Napoli aveva da poco celebrato il trasvolatore irpino Umberto Nobile, l’Italia era da oltre un anno in piena dittatura fascista. E proprio il fascismo aveva voluto che dal 3 ottobre del 1926 partisse il primo campionato di calcio nazionale. Nord e Sud uniti anche nello sport, annunciava la propaganda mussoliniana. L’Internaples, nata dalla fusione delle 2 squadre pionieristiche napoletane, Naples e Unione Sportiva Internazionale, doveva adeguarsi. Nei mezzi e nell’organizzazione. Un comitato presieduto dal socio Eugenio Coppola studiò le modifiche dello Statuto, il giovane Bruno Zauli, futuro segretario generale del Coni, ne approfondì gli aspetti giuridici. Tutto pronto, in quel caldo mercoledì agostano. All’assemblea dei soci dell’Internaples ne erano presenti più di una trentina. Molti erano anche soci dei circoli nautici, tanti erano stati dirigenti nel calcio pionieristico napoletano. Come Emilio Reale, Mario Reichlin, il duca Carafa d’Andria e, naturalmente, Giorgio Ascarelli che dell’Internaples era il presidente. A presiedere l’assemblea, il “seniore” Gustavo Zinzaro, maggiore dell’esercito reduce della prima guerra mondiale. Parlò Zauli, per illustrare le modifiche allo Statuto necessarie per adeguarsi ad un calcio destinato al professionismo. Poi, la relazione «morale e finanziaria» di Ascarelli. Spiegò come l’imminente campionato nazionale rendeva indispensabili più fondi e idee nuove. L’ostilità del fascismo ai nomi stranieri nelle attività, vessate da più tasse, contribuì al cambio di denominazione della squadra.
