di Michele Vidone 

La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai legali della famiglia Polese per riaprire il processo sulla lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca del Grand Hotel La Sonrisa, noto come il Castello delle Cerimonie, a cui sono state revocate alcune licenze.

“La Procura generale, insieme ai difensori di Polese Concetta e Polese Agostino – spiega una nota – aveva chiesto alla Suprema Corte di disporre un nuovo giudizio presso la Corte d’Appello di Roma, non essendo state valutate numerosissime prove nuove introdotte di recente dalla difesa al fine di dimostrare l’insussistenza del reato di lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca del Castello delle Cerimonie”.

La Suprema Corte, però, al termine di una lunga camera di consiglio, ha rigettato la richiesta congiunta di annullamento della sentenza, sottolineano gli avvocati Dario Vannetiello, Veronica Paturzo, Andrea Castaldo e Stefano Montone, “formulata dall’accusa e dalla difesa”.

“Le ragioni di tale decisione verranno rese note successivamente, quando verrà depositata la decisione”.

“La vicenda non è chiusa – ricorda l’avvocato Vannetiello – atteso che pende un altro ricorso per Cassazione, a mia firma, finalizzato sempre a ottenere la revoca della confisca del Castello delle Cerimonie, ricorso però fondato su una ragione giuridica diversa dalle precedenti”.

Secondo il penalista, la condanna alla confisca dovrebbe essere annullata perché sarebbe stata determinata da una prova ritenuta falsa.

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