L’autopsia sul corpo di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista di 53 anni trovato carbonizzato nelle campagne di Eboli, rappresenta il passaggio decisivo dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Salerno, chiamata a chiarire le circostanze di una morte che continua a presentare numerosi punti oscuri. L’esame autoptico, in programma nel pomeriggio presso l’ospedale di Eboli, dovrà fornire risposte sia sulle cause del decesso sia sulle lesioni riscontrate sul corpo della vittima, mentre gli investigatori continuano a privilegiare la pista personale o privata, escludendo al momento collegamenti con l’attività giornalistica svolta da Esposito, conosciuto soprattutto per i suoi commenti sportivi.
Tra gli elementi che richiedono un approfondimento vi sono le numerose fratture emerse da una prima Tac eseguita sulla salma. Gli inquirenti dovranno stabilire se tali lesioni siano riconducibili a un violento pestaggio avvenuto prima della morte oppure se siano state provocate dalle alte temperature sviluppatesi nell’incendio che ha carbonizzato il corpo. L’autopsia dovrà inoltre verificare l’eventuale presenza di una ferita da arma da fuoco alla testa, ipotesi presa in considerazione dopo il ritrovamento di un bossolo nell’area in cui è stato rinvenuto il cadavere.
Anche la ricostruzione degli ultimi movimenti del giornalista presenta diversi interrogativi. Esposito sarebbe arrivato sul luogo del delitto con la propria automobile, le cui chiavi sono state ritrovate nelle tasche dei pantaloni, circostanza che lascia aperte diverse ipotesi investigative: potrebbe aver raggiunto il terreno per incontrare qualcuno oppure essere arrivato insieme a un’altra persona.
Parallelamente proseguono gli accertamenti sul presunto impiego lavorativo che il giornalista sosteneva di svolgere. Negli ultimi giorni l’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, ha escluso categoricamente che Esposito fosse un proprio dipendente, mentre è emerso che non risultava neppure alle dipendenze della Regione Campania. Ad amici e colleghi raccontava di effettuare sopralluoghi nelle ore mattutine, ma resta ancora da chiarire per conto di chi svolgesse tali attività.
Nel frattempo la famiglia continua a vivere ore di profondo dolore. Le sorelle Ida e Francesca Esposito, assistite dall’avvocato Annalisa Califano, faticano ancora ad accettare quanto accaduto. “Sono sotto shock e chiedono il massimo rispetto per questo momento così drammatico”, ha spiegato la legale, aggiungendo che, nonostante l’evidenza, continuano a sperare che il corpo ritrovato non appartenga al fratello. La famiglia ha nominato come consulente tecnico il dottor Giuseppe Raimo, che seguirà le operazioni autoptiche affidate al medico legale Gabriele Casaburi, consigliando alle due sorelle di non assistere agli accertamenti per evitare un ulteriore trauma emotivo.
Nelle stesse ore è intervenuto anche l’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise, precisando con una nota ufficiale che Luigi Luca Esposito non risultava iscritto all’Albo professionale e che, pertanto, non aveva alcun rapporto con l’ente. Il presidente Arnolfo Petruzziello ha espresso il cordoglio dell’Ordine alla famiglia della vittima e al mondo dell’informazione, ribadendo che il giornalista era del tutto estraneo alla comunità professionale rappresentata dall’organismo. Intanto le indagini proseguono nel tentativo di ricostruire le ultime ore di vita del 53enne e di individuare il movente e gli eventuali responsabili di un delitto che resta avvolto nel mistero.
