La Procura Generale di Napoli e tutte le Procure della Repubblica del distretto si preparano ad adottare un protocollo comune per l’applicazione delle nuove linee guida del Consiglio Superiore della Magistratura in materia di comunicazione istituzionale, con l’obiettivo di uniformare le modalità di diffusione delle informazioni relative all’attività giudiziaria e alle conferenze stampa.
La sottoscrizione del “Protocollo operativo in materia di interpretazione e applicazione della circolare del C.S.M. n. 153/VV/2025 – Aggiornamento delle linee guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale” è in programma domani alle ore 12 nella Sala Riunioni della Procura Generale di Napoli. A firmare l’intesa saranno il procuratore generale Aldo Policastro insieme ai procuratori della Repubblica di Napoli, Napoli Nord, Nola, Torre Annunziata, Santa Maria Capua Vetere, Avellino e Benevento, oltre alla procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di recepimento delle disposizioni approvate dal Consiglio Superiore della Magistratura il 10 giugno 2026, già attuate dalla Procura di Napoli attraverso un ordine di servizio firmato dal procuratore Nicola Gratteri e pubblicato all’inizio di luglio sul sito istituzionale dell’ufficio. Il documento, composto da 17 pagine, definisce l’organizzazione interna della Procura partenopea per garantire una comunicazione istituzionale conforme ai nuovi criteri fissati dal Csm, integrando il programma organizzativo dell’ufficio.
Le nuove regole hanno però acceso il dibattito tra i magistrati. Lo scorso 7 luglio, a margine della conferenza stampa dedicata a un’importante operazione antimafia condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia e dalla Direzione Distrettuale Antimafia, Nicola Gratteri aveva espresso pubblicamente le proprie perplessità, sostenendo che le nuove disposizioni rischiano di limitare il diritto dei cittadini a essere informati. Secondo il procuratore di Napoli, infatti, “l’informazione è un servizio” e la collettività ha il diritto di conoscere elementi essenziali sulle indagini che riguardano persone con cui può entrare in contatto nella vita quotidiana.
Nello stesso intervento, Gratteri aveva inoltre evidenziato come il nuovo quadro normativo avesse inciso anche sullo svolgimento della conferenza stampa, spiegando che sarebbe stato opportuno fornire ulteriori dettagli sull’inchiesta e sulle attività investigative che avevano portato agli arresti, ma che il timore di violare le disposizioni del Csm aveva indotto a un atteggiamento di maggiore prudenza nella comunicazione pubblica. Il protocollo che sarà sottoscritto a Napoli punta ora a offrire un’interpretazione condivisa delle linee guida, favorendo un’applicazione uniforme delle nuove regole in tutti gli uffici giudiziari del distretto.
