di Michele Vidone
È prevista per domani, nel carcere di Salerno, l’udienza di convalida del fermo di Ridha Rahmouni, il 26enne tunisino che ha confessato l’omicidio del giornalista Luigi “Luca” Esposito, ucciso e poi dato alle fiamme il 19 luglio a Eboli.
Secondo le indagini, i due si conoscevano e l’incontro era stato programmato, senza che la vittima percepisse alcun pericolo. A confermarlo sono i contatti telefonici tra i due, iniziati a fine giugno e intensificatisi nelle ore precedenti al delitto, oltre ai dati delle celle telefoniche.
Le indagini hanno portato all’arresto del presunto responsabile grazie a diversi elementi, tra cui un’impronta sull’auto della vittima e il ritrovamento, nel casolare dove si nascondeva, di alcuni effetti personali di Esposito, tra cui un cellulare, un anello e una carta prepagata.
Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sul movente. Esposito viene descritto da familiari e conoscenti come una persona molto riservata nella vita privata. L’uomo è stato aggredito con estrema violenza, picchiato e poi bruciato quando era ancora vivo, secondo quanto emerso dagli accertamenti.

