Luigi Esposito, detto Luca, giornalista di 53 anni, trovato morto nel Salernitano, in una foto tratta dal suo profilo Instagram. INSTAGRAM/ LUCA ESPOSITO +++ATTENZIONE: lL'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++

di Michele Vidone 

È prevista per domani, nel carcere di Salerno, l’udienza di convalida del fermo di Ridha Rahmouni, il 26enne tunisino che ha confessato l’omicidio del giornalista Luigi “Luca” Esposito, ucciso e poi dato alle fiamme il 19 luglio a Eboli.

Secondo le indagini, i due si conoscevano e l’incontro era stato programmato, senza che la vittima percepisse alcun pericolo. A confermarlo sono i contatti telefonici tra i due, iniziati a fine giugno e intensificatisi nelle ore precedenti al delitto, oltre ai dati delle celle telefoniche.

Le indagini hanno portato all’arresto del presunto responsabile grazie a diversi elementi, tra cui un’impronta sull’auto della vittima e il ritrovamento, nel casolare dove si nascondeva, di alcuni effetti personali di Esposito, tra cui un cellulare, un anello e una carta prepagata.

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sul movente. Esposito viene descritto da familiari e conoscenti come una persona molto riservata nella vita privata. L’uomo è stato aggredito con estrema violenza, picchiato e poi bruciato quando era ancora vivo, secondo quanto emerso dagli accertamenti.

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