di Michele Vidone 

Sono trascorsi tre anni dalla morte di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista napoletano ucciso il 31 agosto 2023 in piazza Municipio mentre cercava di sedare una lite tra ragazzi. Nel giorno dell’anniversario, Napoli si è stretta ancora una volta attorno alla famiglia di Giogiò, con una cerimonia alla quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato un’importante iniziativa legata all’impegno della madre del giovane, la signora Di Maggio: «Il suo attivismo è stato un punto di riferimento e il suo impegno si è incarnato nella sua associazione». A breve, ha spiegato il ministro, sarà sottoscritto un accordo di collaborazione per istituzionalizzare questa attività, con l’obiettivo di trasformarla in uno «strumento operativo del ministero per la promozione della legalità e per la prevenzione di queste tragedie».

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha ricordato il sacrificio del giovane musicista come una ferita ancora aperta per l’intera città.

«Siamo qui per ricordare e per fare in modo che il sacrificio di Giogiò non sia stato vano», ha detto Manfredi, sottolineando la necessità di continuare a lavorare sul recupero dei giovani, sul rispetto e sui valori della democrazia e della legalità.

Per il sindaco, la morte di Cutolo ha riportato con forza al centro dell’attenzione il problema della violenza giovanile, che deve essere affrontato non soltanto attraverso il rispetto delle leggi, ma anche con «lavoro sociale, formazione e azioni per il recupero» dei ragazzi che intraprendono percorsi sbagliati.

Anche il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha voluto ricordare Giovanbattista Cutolo, definendo la sua morte «un dolore incommensurabile perché frutto di un’ingiustizia intollerabile».

Fico ha richiamato le istituzioni alla responsabilità di intervenire sulle cause culturali, sociali ed economiche che possono alimentare fenomeni di violenza.

«Noi come istituzioni abbiamo il dovere di fare sì che le cause di queste tragedie siano definitivamente rimosse», ha affermato, rivolgendosi idealmente alla famiglia e ribadendo l’impegno affinché episodi come quello costato la vita a Giogiò non si ripetano.

A tre anni da quella notte, il ricordo di Giovanbattista Cutolo resta quindi legato a una richiesta precisa: trasformare il dolore in un impegno concreto per la legalità, la prevenzione della violenza e la tutela dei giovani.

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