di Michele Vidone
Diminuiscono gli incendi e, soprattutto, la superficie interessata dalle fiamme in Campania, ma gli ultimi roghi confermano la necessità di mantenere alta la guardia. È quanto emerge dal report della Protezione Civile regionale sulla campagna antincendio boschivo 2026.
Dal 15 giugno al 30 agosto sono stati registrati 1.191 incendi, 321 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. La superficie complessivamente percorsa dal fuoco è stata di 2.239 ettari, contro i 5.673,2 dello scorso anno. Si tratta di una riduzione del 21% degli incendi e del 61% della superficie bruciata.
Il bilancio comprende 505 incendi boschivi e 686 non boschivi. La provincia più colpita per numero di eventi è stata Salerno, con 419 incendi, seguita da Avellino (280), Caserta (255), Benevento (150) e Napoli (87). Per superficie percorsa dalle fiamme, invece, il primato spetta a Caserta con 1.005,6 ettari, davanti ad Avellino (627,6) e Salerno (226,4).
Particolarmente significativo il dato del Salernitano, dove la superficie bruciata è diminuita dell’87% rispetto al 2025.
Il sistema regionale ha dovuto comunque affrontare una fase particolarmente impegnativa tra il 29 e il 30 agosto, quando sono stati fronteggiati 50 incendi, di cui 26 boschivi e 24 non boschivi. Complessivamente sono stati percorsi dal fuoco 336,09 ettari.
Sono stati effettuati 111 interventi delle squadre terrestri, mentre sul fronte aereo sono stati 16 gli interventi degli elicotteri regionali e 11 quelli dei mezzi aerei nazionali.
L’assessora regionale alla Protezione Civile Fiorella Zabatta ha definito positivo il bilancio della campagna, sottolineando però come gli episodi degli ultimi giorni dimostrino quanto il rischio possa rimanere elevato e quanto siano fondamentali tempestività, coordinamento e collaborazione dei cittadini.
Nel frattempo resta alta l’attenzione sull’incendio divampato nella zona industriale di Airola, nel Beneventano, all’interno di un sito di stoccaggio di rifiuti. Il rogo ha interessato soprattutto materiali plastici e carta, producendo una consistente colonna di fumo che ha raggiunto anche le aree circostanti.
La Regione Campania sta seguendo l’evoluzione della situazione attraverso le strutture competenti. Arpac ha avviato il monitoraggio ambientale, con campionamenti finalizzati alla ricerca di diossine, furani e PCB diossina-simili, oltre al controllo degli altri principali inquinanti atmosferici.
È inoltre in valutazione l’impiego di un laboratorio mobile per effettuare ulteriori rilevazioni.
«La priorità resta la sicurezza delle persone e la tutela del territorio», ha spiegato l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, ribadendo che saranno gli esiti delle analisi a fornire un quadro preciso degli eventuali effetti del rogo sulla qualità dell’aria.
La colonna di fumo aveva destato particolare preoccupazione tra i residenti, anche a causa del vento che ne ha favorito lo spostamento verso altri comuni. Le autorità invitano quindi la popolazione a seguire le indicazioni ufficiali e a mantenere alta l’attenzione fino alla conclusione degli accertamenti ambientali.
