l presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ribadisce la propria netta contrarietà al percorso sull’autonomia differenziata e annuncia l’intenzione dell’amministrazione regionale di intraprendere ogni iniziativa necessaria, anche nelle sedi giurisdizionali competenti, per contrastare un processo che, a suo giudizio, rischia di accentuare le disuguaglianze territoriali e compromettere l’unità sostanziale del Paese. Attraverso un messaggio pubblicato sui social, il governatore richiama la sentenza con cui nel 2024 la Corte costituzionale aveva dichiarato illegittime diverse disposizioni della legge di attuazione della riforma, sostenendo che da quella pronuncia avrebbe dovuto emergere un cambio di rotta che, invece, non si è concretizzato.
Secondo Fico, continua infatti a prendere forma il progetto di un’Italia articolata su più velocità, nella quale gruppi di Regioni procedono lungo percorsi differenti, mentre altre restano progressivamente escluse dalle stesse opportunità di sviluppo. Una prospettiva che il presidente della Campania considera incompatibile con un modello di regionalismo improntato alla solidarietà e alla coesione nazionale, ribadendo che la crescita di un territorio non può avvenire a discapito di altri.
Per questo motivo, sottolinea il governatore, la Regione Campania è pronta a promuovere ogni azione utile per interrompere quello che definisce un percorso di divisione del Paese, affermando la necessità di costruire un fronte comune tra tutte le istituzioni e le forze che condividono una visione del regionalismo orientata alla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e al rispetto dei principi costituzionali.
Nel suo intervento Fico richiama in particolare il settore della sanità, indicandolo come uno degli ambiti nei quali gli effetti dell’autonomia differenziata potrebbero risultare più evidenti. Secondo il presidente, infatti, la possibilità per le Regioni differenziate di definire tariffe di rimborso e remunerazione diverse rispetto a quelle nazionali potrebbe alimentare una competizione tra sistemi sanitari regionali, favorendo le amministrazioni dotate di una maggiore capacità fiscale, che avrebbero maggiori risorse per remunerare le prestazioni e attrarre così un numero crescente di pazienti provenienti da altri territori.
Uno scenario che, secondo Fico, finirebbe per ampliare ulteriormente il divario tra le Regioni più forti e quelle economicamente più fragili, con il rischio di compromettere il principio di uguaglianza sostanziale sancito dalla Costituzione e di incidere direttamente sulla garanzia uniforme dei diritti fondamentali, a partire proprio dal diritto alla salute.
