Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, rilancia la battaglia contro le pre-intese sull’autonomia differenziata e invita le Regioni a promuovere un ricorso unitario alla Corte Costituzionale, sostenendo la necessità di un’azione condivisa per tutelare l’uniformità dei diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale, a partire dal sistema sanitario.
In un’intervista rilasciata a La Repubblica, il governatore pugliese ha spiegato che l’obiettivo è arrivare a “un ricorso alla Corte Costituzionale il più condiviso possibile”, rivolgendo un appello ai presidenti delle altre Regioni affinché superino le appartenenze politiche. “Non è un appello di partito – afferma Decaro – ma a chiunque abbia a cuore che un cittadino calabrese, campano o pugliese abbia lo stesso diritto alla salute di un veneto. Su questo non dovrebbero esserci steccati”.
Secondo il presidente della Puglia, le pre-intese presentano tre criticità principali in materia sanitaria. La prima riguarda la possibilità per le Regioni di determinare autonomamente le tariffe, uno scenario che, a suo giudizio, favorirebbe i territori con maggiori disponibilità economiche, consentendo loro di investire più risorse nei servizi. Il secondo elemento di preoccupazione è rappresentato dal personale sanitario: la facoltà di riconoscere compensi aggiuntivi ai professionisti potrebbe infatti accentuare la competizione tra Regioni, attirando medici verso quelle con bilanci più solidi e aggravando le difficoltà delle aree economicamente più fragili.
Per Decaro, tuttavia, il nodo centrale è rappresentato dal finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Il governatore ritiene che, invece di incrementare il Fondo sanitario nazionale per ridurre i divari territoriali, il Governo stia favorendo un sistema che consentirebbe alle Regioni economicamente più forti di beneficiare ulteriormente della mobilità sanitaria, attirando risorse provenienti dai territori in piano di rientro. Da qui la proposta, formulata in maniera netta, di riportare la gestione della sanità a un livello completamente nazionale. “Lo dico con chiarezza: meglio nazionalizzare la sanità. Sarebbe più coerente”, sostiene.
Le preoccupazioni espresse dal presidente pugliese non si limitano però al comparto sanitario. A suo avviso, l’autonomia differenziata potrebbe avere ripercussioni anche su altri settori strategici come la scuola, i trasporti, l’energia e la protezione civile, con il rischio di ampliare ulteriormente le differenze tra le diverse aree del Paese.
Infine, interpellato sulle possibili motivazioni politiche dell’accelerazione impressa dal Governo al dossier, Decaro evita di attribuire intenzioni specifiche alla maggioranza, ma osserva come sia legittimo interrogarsi sulla tempistica dell’iniziativa. “Non sta a me processare le intenzioni altrui – conclude –. Dico solo che è legittimo chiedersi perché questa accelerazione arrivi proprio ora, a ridosso di scadenze elettorali importanti per la coalizione di governo. I cittadini sapranno trarre le loro conclusioni”.
