di Michele Vidone
È stato disposto il rinvio a giudizio per tre persone nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa di Domenico Manzo, muratore di Prata Principato Ultra, in provincia di Avellino, di cui non si hanno più notizie dall’8 gennaio 2021. Il gup del Tribunale di Avellino, Giulio Argenio, ha mandato a processo la figlia Romina Manzo, accusata di favoreggiamento, e Loredana Scannelli e Alfonso Russo, all’epoca fidanzati, imputati per omicidio aggravato da motivi abbietti e occultamento di cadavere. La prima udienza è fissata per il 17 febbraio 2027.
Manzo scomparve dopo essersi allontanato dall’abitazione in cui la figlia stava festeggiando il ventesimo compleanno con alcuni amici, nonostante le restrizioni anti-Covid, circostanza che avrebbe provocato un acceso litigio tra i due. La sorella e il fratello dell’uomo, costituitisi parte civile, sostengono che sarebbe stato ucciso perché contrario alla relazione della figlia con Scannelli e Russo, che riteneva sfruttassero economicamente la giovane dopo un risarcimento ottenuto per un incidente stradale. Gli imputati hanno sempre proclamato la propria innocenza.
