di Michele Vidone
Una ragazza di 17 anni, originaria di Napoli, ha denunciato ai carabinieri di essere stata violentata da un animatore di 22 anni che lavorava nella struttura turistica del Cilento dove stava trascorrendo una vacanza insieme al padre.
Secondo quanto riferito dalla giovane agli investigatori, la sera precedente avrebbe trascorso alcune ore con altri ragazzi nei pressi della piscina della struttura. Durante la serata avrebbe consumato anche alcol e, successivamente, sarebbe rimasta sola con il 22enne. La ragazza ha raccontato che l’animatore le aveva già mostrato interesse nei giorni precedenti, ma lei gli aveva chiarito di essere fidanzata e di non ricambiare le sue attenzioni.
La 17enne avrebbe continuato a bere fino a sentirsi progressivamente stordita. A quel punto, secondo la sua ricostruzione, l’animatore le avrebbe proposto di trascorrere la notte nella sua stanza. È lì che, secondo la denuncia, si sarebbe consumata la violenza.
La mattina successiva la ragazza sarebbe tornata nel proprio alloggio senza raccontare immediatamente quanto accaduto al padre. Ne avrebbe parlato invece al telefono con il fidanzato, che l’avrebbe incoraggiata a confidarsi con la famiglia.
Il padre, dopo aver ascoltato il racconto della figlia, l’ha accompagnata in ospedale. La ragazza avrebbe riferito di ricordare nitidamente alcuni momenti della notte, alternati però a vuoti temporali. I sanitari, dopo aver raccolto la sua testimonianza, hanno attivato il Codice Rosa, il percorso dedicato alle persone vittime di violenza.
Successivamente la 17enne, accompagnata dal padre e da una psicologa, si è presentata dai carabinieri per formalizzare la denuncia-querela. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e verificare le responsabilità. L’uomo resta, allo stato, gravemente indiziato sulla base della denuncia e nel rispetto della presunzione di innocenza.
