Il Principato di Monaco è sotto shock dopo la violenta esplosione che lunedì sera ha sconvolto un edificio residenziale nel cuore della città, provocando il ferimento di tre persone e dando il via a una complessa indagine che coinvolge anche le autorità francesi. A poche ore dall’accaduto, il principe Alberto II e la principessa Charlene hanno diffuso un messaggio ufficiale nel quale hanno espresso vicinanza alle vittime e ai loro familiari, sottolineando la volontà delle istituzioni di fare piena luce su quello che viene già considerato uno degli episodi più gravi mai registrati nella storia del piccolo Stato della Costa Azzurra.
«Il nostro pensiero va alle vittime, ai loro cari e ai residenti direttamente colpiti da questo atto», hanno dichiarato i sovrani, rivolgendo al tempo stesso un ringraziamento alle forze di sicurezza e ai soccorritori intervenuti immediatamente dopo l’esplosione. Alberto ha elogiato il lavoro svolto da vigili del fuoco, personale sanitario e forze dell’ordine, sottolineando come abbiano gestito l’emergenza «con rigore e rapidità», mentre ha assicurato che tutti i servizi dello Stato sono stati mobilitati per sostenere le indagini e garantire la sicurezza della popolazione. Il principe ha inoltre confermato la piena collaborazione tra il Principato e le autorità francesi, ribadendo che Monaco «resterà unito e fermo di fronte alla violenza e alla criminalità» e che la tutela della comunità continuerà a rappresentare una priorità assoluta.
L’esplosione si è verificata poco prima delle 21 all’ingresso di un edificio situato in Rue Révérend-Père-Louis-Frolla. Secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori, l’ordigno sarebbe stato occultato all’interno di uno zaino lasciato davanti al palazzo pochi istanti prima della deflagrazione. Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza avrebbero immortalato un uomo mentre si allontanava rapidamente dal luogo dell’attentato dirigendosi verso Beausoleil, il comune francese confinante con il Principato, elemento che ha portato all’immediata attivazione della cooperazione investigativa tra Monaco e la Francia.
Nell’esplosione sono rimaste ferite tre persone di nazionalità ucraina. Tra queste figura l’imprenditore Vadim Ermolaev, che avrebbe riportato lesioni ma non sarebbe in pericolo di vita. Più gravi le condizioni della compagna, che secondo quanto riferito dalla stampa ucraina avrebbe subito l’amputazione di entrambe le gambe e sarebbe ricoverata in condizioni critiche, mentre il ragazzo di 13 anni rimasto coinvolto nell’esplosione avrebbe riportato ferite lievi. L’area è stata immediatamente isolata dalle forze dell’ordine per consentire i rilievi tecnici e la raccolta degli elementi utili alle indagini.
L’inchiesta, coordinata dalla magistratura monegasca con il supporto delle autorità francesi, è orientata verso l’ipotesi di un gesto deliberato, anche se restano ancora ignoti sia il movente sia l’identità del responsabile. Il procuratore generale Thibault Stéphane ha definito l’accaduto «un fatto senza precedenti» nella storia del Principato, precisando che gli investigatori non sono ancora in grado di stabilire se le tre persone ferite costituissero il reale obiettivo dell’attacco oppure siano rimaste coinvolte casualmente nell’esplosione. Anche il ministro di Stato Christophe Mirmand ha confermato che tutti gli elementi raccolti finora fanno ritenere l’episodio un’azione intenzionale e ha assicurato che le attività investigative proseguono senza sosta per individuare l’autore e ricostruire l’intera dinamica dei fatti.
