Un lungo applauso e momenti di forte commozione hanno accompagnato l’incontro tra Papa Leone XIV e i familiari delle vittime dell’inquinamento ambientale nella Cattedrale di Acerra, dove il vescovo Antonio Di Donna ha pronunciato un intervento durissimo sul dramma della Terra dei Fuochi, ricordando il peso umano e sociale di decenni di emergenza ambientale. Nel suo discorso introduttivo, Di Donna ha sottolineato come “negli ultimi trent’anni solo ad Acerra siano morti 150 tra ragazzi e giovani”, senza contare gli adulti e le altre aree coinvolte nella vasta area contaminata tra Napoli e Caserta.
Il vescovo ha parlato davanti alle famiglie colpite dai lutti e ad alcuni giovani pazienti attualmente in cura, ricordando uno ad uno i nomi delle ultime vittime. A un certo punto del suo intervento si è fermato sopraffatto dalla commozione. “Hanno vissuto una via crucis”, ha detto riferendosi alle famiglie, aggiungendo che “a queste persone dobbiamo la verità”, perché in questi territori “c’è stato chi ha avvelenato, chi ha taciuto, chi ha lasciato fare e i nuovi mercanti che hanno guadagnato”.
Nel corso dell’incontro, il Papa ha richiamato anche il pensiero di Papa Francesco, ricordando il desiderio mai realizzato del predecessore di visitare la Terra dei Fuochi. Leone XIV ha spiegato che la sua presenza ad Acerra vuole anche raccogliere quell’eredità spirituale e morale, nel segno dell’enciclica Laudato si’, definita un riferimento fondamentale per l’impegno della Chiesa sui temi ambientali e sociali. “Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente”, ha affermato il Pontefice, denunciando “un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune” che avrebbe avvelenato il territorio e il tessuto sociale.
Di Donna ha poi ricordato le responsabilità istituzionali e i ritardi che hanno segnato la gestione dell’emergenza ambientale, sostenendo che per sedici anni sarebbe stato mantenuto il segreto di Stato sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che raccontavano gli interramenti illegali di rifiuti tossici. Secondo il vescovo, tuttavia, negli ultimi anni si starebbe registrando un cambio di passo che “va valutato in modo positivo”, anche grazie alla nomina del commissario unico per le bonifiche, il generale Giuseppe Vadalà, indicato come uno dei punti di riferimento delle attività di risanamento ambientale in corso.
